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Valutazione stress

Come fare la valutazione stress lavoro

Articolo aggiornato il 09-03-2018

Come fare la valutazione stress lavoro
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Lo stress da lavoro correlato è un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi, e in Europa coinvolge circa un quarto dei lavoratori; si stima che la metà delle giornate perse sia dovuto a questa causa; questa situazione ha come conseguenza alti costi economici e pesanti disagi per coloro che ne sono coinvolti. Trattiamo delle modalità per la valutazione stress, delle norme vigenti sia nazionali che europee e segnaliamo alcuni siti web, tra quelli di maggiore rilevanza, che se ne occupano.
Descrizione del fenomeno stress
I fattori che influiscono sullo stress quotidiano di ogni persona sono numerosi e questo ci porta a confrontarci con situazioni complesse e difficili che ci rendono difficoltoso l'adattamento ai ritmi ed alla complessità della vita moderna. Dobbiamo per questo cercare di essere consapevoli, intervenire tempestivamente e apprendere come gestirlo. La prevenzione e le metodologie con cui affrontarlo ci possono dare una mano a contenere o eliminare lo stress sia nella vita privata che in quella lavorativa, ridandoci il benessere psicofisico perduto. Le tipologie di stress lavorativo sono riconducibili a due lo stress benefico (eustress) e quello deleterio o cattivo (distress); il primo si manifesta in momenti in cui sono presenti stimoli e sensazioni positive (inizio di un nuovo lavoro, assunzione di un ruolo più importante in azienda), mentre il secondo si manifesta in situazioni negative (licenziamento, cassa integrazione, grave malattia, intervento chirurgico). Lo stress si manifesta quando le persone percepiscono “uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste”; e diviene un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori nel caso in cui la sua azione si prolunghi nel tempo. Tutti coloro che svolgono attività lavorative possono essere coinvolti dallo stress lavorativo, che è in grado di colpire qualunque persona, a qualsiasi livello. Lo stress da lavoro correlato coinvolge le aziende di tutti i settori e di ogni dimensione; inoltre è in grado di influenzare la salute e la sicurezza delle singole persone, ma anche la robustezza delle imprese e delle economie a livello nazionale. Le previsioni degli esperti ci dicono che con ogni probabilità nel prossimo futuro coloro che soffrono di patologie provocate dallo stress da lavoro correlato saranno sempre in numero maggiore; ad oggi è uno dei principali problemi di salute presenti nell’attività lavorativa. Il fenomeno si è acuito in quanto i lavoratori subiscono pressioni più elevate rispetto al passato nell’espletamento delle loro attività dovuto a:
1) il lavoro che tende ad essere non più stabile e sicuro ma sempre più precario;
2) le aziende che subiscono ridimensionamenti;
3) le esternalizzazione di parti di attività e di mansioni aziendali;
4) le rilevanti pressioni delle imprese sui lavoratori (ritmi e qualità del lavoro);
5) le violenza e molestie di natura psicologica dei dirigenti sui lavoratori;
6) l’aumento del carico di lavoro individuale;
7) i mutamenti continui dell’organizzazione e della gestione del lavoro;
8) lo scarso equilibrio tra l’attività lavorativa e la vita privata delle persone.
Lo stress da lavoro correlato può essere fonte, per le persone coinvolte, di malattia e disagio, in ambito sia lavorativo che familiare; inoltre è in grado di provocare rischi per la sicurezza e di contribuire al manifestarsi di alcuni problemi per la salute nell’attività lavorativa, e ancora di condizionare in maniera rilevante il conto economico di un’impresa. Risulta quindi evidente che intervenire per tenere sotto controllo lo stress nell'attività lavorativa e i rischi psicosociali derivanti è di grande importanza per le aziende sia dal punto di vista economico che da quello sociale; la strada che deve essere seguita è quella di affrontare questo rischio come avviene per gli altri rischi della sicurezza e salute sul lavoro, effettuando cioè un'attenta e adeguata valutazione del rischio e prendendo le relative misure di prevenzione e protezione allo scopo di ridurre o eliminare, ove presente, il rischio stress.

Normativa di riferimento
La norma di riferimento che è necessario tenere a riferimento per la valutazione del rischio stress lavoro correlato è il D.lgs.81/08, in paricolare agli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis; che ha specificamente individuato lo "stress lavoro-correlato" come uno dei rischi oggetto, sia di valutazione, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004, richiamato dal decreto stesso, sia di una conseguente adeguata gestione dello stesso. Inoltre la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (organo tripartito presieduto dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali nel quale si trovano rappresentate le Amministrazioni centrali competenti in materia, le Regioni e la parti sociali) nella riunione del 17 novembre 2010 (Comunicato del Ministero del Lavoro in G.U. n.304 del 30/12/2010) ha approvato le indicazioni necessarie per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato in attuazione a quanto disposto dalla norma precedente; fornendo in questo modo ai datori di lavoro pubblici e privati, agli operatori della sicurezza e ai lavoratori un basilare strumento di indirizzo per una adeguata e corretta attuazione delle previsioni di legge in tema di valutazione del rischio in particolare per quanto attiene al rischio da stress lavoro correlato. 

Siti interessanti per valutazione stress
Segnaliamo alcuni siti web, tra quelli di maggior rilievo, che si interessano della valutazione stress lavoro correlato. L'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si occupa dello stress legato all'attività lavorativa in particolare con definizione e sintomi, molestie, violenza sul lavoro; inoltre propone tutta la normativa presente in ambito europeo e alcuni consigli per i dipendenti, i datori di lavoro e le figure aziendali interessate alla sicurezza e salute sul lavoro. Rischio stress lavoro-correlato Secondo l’Accordo Europeo sullo stress lavoro correlato del 2004, lo stress è "una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica. L'INAIL tratta sia il " Rischio dello stress lavoro correlato" che la "Valutazione dello stress lavoro correlato: metodologie ed esperienze". Il portale"Sicurezza Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tratta dello stress lavoro correlato e della sua valutazione, e propone un Opuscolo dedicato alla valutazione del problema. Il portale Stress Lavoro Correlato tratta dello stress lavoro a 360° e si interessa anche della sua valutazione; nel suo interno troviamo cosa è lo stress, danni da stress, normativa, studi e ricerche.

Fase preliminare
valutazione stress
La Commissione Consultiva ha  precisato che "il documento approvato indica un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro", in maniera che l’approccio per fasi alla valutazione (percorso metodologico) viene vincolato a prescrizioni solo minime (livello minimo) e che è possibile effettuare un percorso più articolato e in base alle esigenze e alla complessità delle imprese. La stessa Commissione ha previsto che la valutazione rischio stress lavoro correlato si svolga in due fasi: la prima imprescindibile “valutazione preliminare” e una eventuale seconda da intraprendere quando nella valutazione preliminare vengano riscontrati fattori di rischio stress lavoro correlato e misure di adeguamento non efficaci. La valutazione rischi stress lavoro correlato serve a effettuare una  rilevazione di "indicatori di rischio oggettivi e verificabili e se possibile numericamente apprezzabili” quali:
a) “Eventi sentinella “ - indici infortunistici, malattie, cambio di personale, procedimenti e sanzioni disciplinari, indicazioni e segnalazioni del medico competente, lamentele ufficializzate dai lavoratori e/o dai loro rappresentanti.
b) “Fattori di contenuto del lavoro” - ambiente di lavoro e attrezzature a disposizione dei lavoratori, carichi e ritmi di lavoro, turnazione, corrispondenza tra competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti per il tipo di attività.
c) “Fattori di contesto del lavoro” - ruolo all’interno dell’organizzazione, area di autonomia decisionale e di controllo, conflitti interpersonali, aspettative di carriera, comunicazione interna.
Al termine della valutazione preliminare se non vengono riscontrati fattori di rischio stress lavoro correlato che abbisognino di azioni correttive, il datore di lavoro è tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione dei Rischi e a predisporre un piano di monitoraggio. Al contrario se sono presenti fattori rischio stress lavoro correlato si devono predisporre interventi correttivi. Nel caso in cui tali interventi si rivelino inefficaci, il datore di lavoro dovrà effettuare una “valutazione approfondita”. 

Fase approfondita valutazione stress
Il primo passo da compiere è quello di individuare i fattori di rischio da stress lavoro correlato per poter programmare le adeguate misure di rimozione o di riduzione del rischio ove queste risultino necessarie; e deve essere effettuata per tutti i lavoratori e le lavoratrici (dirigenti compresi), valutando i gruppi omogenei esposti a rischi dello stesso tipo e non i singoli lavoratori. La valutazione rischio stress lavoro correlato deve essere effettuata nei modi e nei termini definiti dalla "Nota" del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 18 novembre 2010 di accompagnamento alle indicazioni per la valutazione dello stress lavoro correlato; le linee di indirizzo che hanno guidato l’elaborazione delle stesse sono:
a) "brevità e semplicità";
b) "individuazione di una metodologia applicabile ad ogni organizzazione di lavoro";
c) "applicazione di tale metodologia a gruppi di lavoratori esposti in maniera omogenea allo stress lavoro-correlato";
d) "individuazione di una metodologia di maggiore complessità rispetto alla prima, ma eventuale" da utilizzare nel caso in cui la conseguente azione correttiva non abbia abbattuto il rischio;
e) "valorizzazione delle prerogative e delle facoltà dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dei medici competenti";
f) "individuazione di un periodo transitorio per quanto di durata limitata per la programmazione e il completamento delle attività da parte dei soggetti obbligati".
Tra gli strumenti più adatti da utilizzare per la valutazione rischio stress lavoro correlato in questa fase sono di notevole ausilio i seguenti:
1. “Interviste”.
2. “Questionario - Strumento indicatore” (che prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori ed è utile all'identificazione e caratterizzazione del rischio stress lavoro correlato e delle sue cause).
3. “Focus group” (di aiuto nella gestione di quei passaggi in cui è indispensabile il coinvolgimento diretto dei lavoratori sia in fase di valutazione approfondita che di analisi dei risultati ottenuti).

Note su valutazione stress
Tra le indicazioni date dalla Commissione consultiva troviamo quelle destinate al ruolo delle figure della prevenzione che operano nell’impresa, tra cui viene sottolineato che "in relazione alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto occorre sentire i lavoratori e/o il Rls/Rlst. Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile sentire un campione rappresentativo di lavoratori "; la modalità attraverso cui sentire i lavoratori è rimessa al datore di lavoro "anche in relazione alla metodologia di valutazione adottata". Da ciò è evidenziato un maggiore coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti nella valutazione del rischio stress lavoro correlato in confronto a quella degli altri rischi in cui si prevede soltanto una consultazione preliminare dei Rls. Inoltre proprio per la particolarità degli indicatori di contesto e contenuto, assume notevole importanza che le aziende siano attente all’individuazione dei lavoratori che abbiano le specifiche conoscenze e competenze del lavoro svolto per poter dare un apporto costruttivo e attendibile.

 
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