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Come valutare i rischi presenti in azienda

Articolo aggiornato il 31-10-2017

Come valutare i rischi presenti in azienda
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La valutazione dei rischi indotti dalle attività che si svolgono nella vostra azienda è necessaria non solo per proteggere i vostri collaboratori da infortuni o malattie professionali e mettervi in regola con la vigente normativa in tema di sicurezza e salute dei lavoratori, ma anche a garantirvi da sanzioni da parte degli organi di vigilanza. Va inoltre messo in evidenza che una corretta valutazione dei rischi può pesare in maniera positiva sui conti aziendali. Diamo alcune utili indicazioni sulle modalità di effettuazione della valutazione dei rischi.
La valutazione dei rischi - Quadro normativo di riferimento
La valutazione dei rischi è l’attività (completa e documentata) di pesatura di tutti i rischi presenti nell'ambito dell'azienda in cui ci siano lavoratori che prestino la loro attività, al fine di tutelarne la salute e sicurezza sul lavoro. Tale valutazione ha lo scopo di determinare misure di prevenzione e di protezione adeguate e di pianificare il programma degli interventi per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza nelle aziende. Il datore di lavoro è il soggetto incaricato della valutazione dei rischi, come disposto dal D.lgs.81/08, e deve effettuarla avvalendosi del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Per ottenere un valido sistema di sicurezza in azienda, che garantisca una gestione adeguata della sicurezza e della salute dei lavoratori, è necessario che si faccia una completa e corretta valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile da parte del datore di lavoro. Fare una corretta valutazione dei rischi vuol dire anche ridurre gli infortuni legati all’attività lavorativa e le malattie professionali e di conseguenza aumentare il rendimento dell’azienda sia dal punto di vista produttivo che da quello economico. Infortuni e malattie professionali producono costi poiché creano disagio sociale per i lavoratori le rispettive famiglie, gravando sul sistema sanitario e riducono la produttività con la conseguente minore competitività delle aziende. Gli approcci per valutare i rischi in azienda sono diversi, la loro scelta è condizionata:
1. dalla forza lavoro (qualità e quantità);
2. dal tipo di attività lavorative effettuate;
3. dalle macchine e attrezzature presenti;
4. dalle caratteristiche di ciascun luogo di lavoro;
5. da ogni eventuale rischio specifico.
Lo strumento comunemente utilizzato per la valutazione dei rischi è quello delle “liste di controllo”, che dall’esperienza maturata in Italia appaiono valide per individuare i pericoli presenti sul luogo di lavoro.

La valutazione dei rischi -
Cosa è
La valutazione dei rischi è un’analisi precisa di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa, atta a determinare:
1. cosa può provocare lesioni o danni;
2. se è possibile eliminare i pericoli;
3. se non si possono eliminare i pericoli, quali misure di prevenzione e/o di protezione vanno messe in atto per tenerli sotto controllo.
A tale proposito deve essere elaborato da parte delle aziende il "Documento di valutazione dei rischi" incombenza che è in capo al datore di lavoro.

La valutazione dei rischi - Link di riferimento

Segnaliamo i link di alcun Enti che risultano particolarmente rilevanti in tema di sicurezza sul lavoro e in particolare di “valutazione dei rischi”: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro che si interessa della tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro e in maniera approfondita delle valutazioni dei rischi. Inail fornisce corrette ed esaustive indicazioni sulla valutazione del rischio rivolte anche verso una serie di specifiche attività lavorative e a cui abbiamo fatto riferimento nel testo per la successiva metodologia in cinque fasi che di seguito vediamo.

La valutazione dei rischi -
Come effettuarla                                                                                                                    
Nella maggior parte dei casi è spesso sufficiente un semplice metodo alla valutazione dei rischi in cinque fasi come appresso vediamo.
♦ Fase 1 - "Individuare i pericoli e i rischi"                                                                                                  
In questa prima fase dell’individuazione dei pericoli è bene:
a) esaminare il posto di lavoro e verificare cosa può arrecare danno;
b) consultare i lavoratori e/o i loro rappresentanti per conoscere i problemi riscontrati;
c) analizzare i pericoli che si protraggono nel tempo per la salute, come livelli elevati di rumore o l’esposizione a sostanze nocive, nonché i rischi più complessi o meno ovvi come i rischi psicosociali o i fattori connessi all’organizzazione del lavoro;
d) controllare i registri aziendali degli infortuni e delle malattie;
e) ottenere informazioni da altre fonti quali: istruzioni o schede tecniche dei produttori e fornitori - siti web dedicati alla sicurezza e alla salute del lavoro - normative e norme tecniche - organismi, associazioni commerciali o sindacati a livello nazionale.   
È importante capire chiaramente, per ogni pericolo, quali sono le persone esposte al rischio; che può essere utile per individuare il modo migliore per gestire il rischio; che non significa elencare ciascun lavoratore per nome, bensì indicare gruppi di persone, come per esempio «personale impiegato nei magazzini» o «passanti».
♦ Fase 2 - "Valutare e attribuire un ordine di priorità ai rischi"                                                              
Nella seconda fase si valuta il rischio derivante da ciascun pericolo, considerando i seguenti fattori:
a) la probabilità che un pericolo arrechi danno;
b) la possibile gravità del danno;
c) la frequenza (e il numero) dei rischi a cui i lavoratori sono esposti.
Ai rischi deve quindi essere attribuito un ordine di priorità, che va rispettato al momento di avviare le azioni di gestione.
♦ Fase 3 - "Decidere l’azione preventiva"                                                                                                  
Nella terza fase si decide come eliminare o controllare i rischi; per questo è necessario considerare se è possibile eliminare il rischio alla radice, ove non fosse possibile, come controllare i rischi per non compromettere la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti.
Nel prevenire e controllare i rischi è importante tenere conto dei seguenti principi di prevenzione:
a) evitare i rischi;
b) sostituire i fattori di rischio con fattori non pericolosi o comunque meno pericolosi;
c) combattere i rischi alla fonte;
d) adottare misure protettive di tipo collettivo anziché misure di protezione individuali (per esempio, controllare l’esposizione ai fumi attraverso sistemi di aerazione locali piuttosto che con l’ausilio di maschere);
e) adeguarsi al progresso tecnico/tecnologico e a nuove informazioni;
f) cercare di migliorare il livello di protezione.
♦ Fase 4 - "Intervenire con azioni concrete"                                                                                   
Nella quarta fase si mettono in atto misure di prevenzione e di protezione, ed è importante coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti in questo processo, con l’elaborazione di un piano che specifichi:
a) le misure da attuare;
b) le persone responsabili di attuare determinate misure e il relativo calendario di intervento;
c) le scadenze entro cui portare a termine le azioni previste.
È essenziale che ogni attività volta a eliminare o prevenire i rischi sia svolta secondo un ordine di priorità.
♦ Fase 5 - "Controllo e riesame"                                                                                               
Nella quinta fase vengono effettuare verifiche periodiche per garantire che le misure preventive e protettive funzionino o siano effettivamente attuate e per individuare eventuali nuovi problemi che si dovessero presentare. La valutazione dei rischi deve essere rivista regolarmente, in base alla natura degli stessi, al grado di evoluzione dell’attività lavorativa o alla luce dei risultati di indagini concernenti un infortunio o «quasi incidente». La valutazione dei rischi non è un’azione una tantum, ma un documento vivo ed in continua evoluzione che deve essere sempre aggiornato in tempo reale.

La valutazione dei rischi - Registrazione                                                                                                 
Il “documento valutazione dei rischi” è il risultato finale della valutazione deve essere registrato, tale registrazione può essere utilizzata come base per:
1) trasmettere informazioni alle persone interessate;
2) monitorare se sono state introdotte le misure dovute;
3) fornire una prova alle autorità di vigilanza;
4) provvedere a una revisione, nel caso in cui le circostanze cambino.                                                              
Si raccomanda, in particolare, di registrare almeno le seguenti informazioni:
  a) nome e funzione della persona o delle persone che effettuano l’esame;
  b) pericoli e rischi individuati;
  c) gruppi di lavoratori sottoposti a determinati rischi;
  d) misure di protezione necessarie;
  e) informazioni specifiche sull’introduzione delle misure, quali il nome del responsabile e la data;
  f) dati relativi alle successive disposizioni per il monitoraggio e la revisione, comprese le date e le persone coinvolte;
  g) informazioni in merito al coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti nel processo di valutazione dei rischi.

La valutazione dei rischi -
Elaborazione del documento
Nell’elaborazione del “documento di valutazione dei rischi” particolare attenzione deve essere posta alle questioni di genere e ai gruppi di lavoratori che possono essere maggiormente a rischio o che hanno particolari requisiti come: lavoratori disabili, lavoratori immigrati, lavoratori giovani o anziani, lavoratrici in gravidanza o allattamento, personale privo di formazione o esperienza, manutentori, immunocompromessi, lavoratori affetti da patologie (es. bronchite), lavoratori sottoposti a cure mediche che possono accrescerne la vulnerabilità ai pericoli. I risultati ottenuti tramite la valutazione dei rischi sono il primo tassello per programmare una valida e corretta gestione della prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Inoltre precisiamo che non in tutti i casi è possibile valutare in maniera corretta e precisa i rischi e la natura del danno che una situazione di pericolo può determinare, in tal caso diventa complesso e difficile mettere in campo misure di prevenzione e protezione che siano adeguate; per questo è indispensabile che i soggetti preposti alla sicurezza collaborino tra di loro (datore di lavoro, Rspp, Rls, lavoratori, dirigenti, preposti) per garantire comunque una valutazione accettabile per ogni ambiente lavorativo. Nel caso in cui il processo di valutazione dei rischi venga condotto in maniera insufficiente o se non lo si realizza, sarà problematico individuare o attuare misure di abbattimento e/o riduzione valide dei rischi. II datore di lavoro è punito con "larresto da tre a sei mesi" o con "l'ammenda da 2.500 a 6.400 €" in caso di mancata valutazione dei rischi presenti nella sua azienda.

La valutazione dei rischi - Imprese fino a 50 dipendenti
Per dare un supporto alle imprese il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il Decreto Interministeriale 30/11/2012 che ha come tema "Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi" di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo. Il documento, approvato dalla Commissione consultiva permanente, si pone l'obiettivo di individuare "il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza". Dette procedure standardizzate si applicano alle imprese che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5, D.Lgs. 81/08) ma possono venire adoperate anche dalle imprese fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6 del D.Lgs. 81/08, con i limiti di cui al comma 7).
 
 
 
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