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Rischio vibrazione

Tutela lavoratori dal rischio vibrazione

Articolo aggiornato il 06-07-2017

Tutela lavoratori dal rischio vibrazione
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L’esposizione al rischio vibrazione può arrecare danni ai lavoratori e comportare malattie professionali che presentano un’incidenza molto elevata sul totale di quelle indennizzate dall’Inail. Si descrive il fenomeno legato alle vibrazioni, gli effetti sugli operatori, la valutazione del rischio vibrazione e le misure di prevenzione e protezione, sorveglianza sanitaria e si segnalano i link di riferimento di aziende e istituti che si occupano del rischio vibrazione.

Rischio vibrazione
La vibrazione o moto vibratorio viene definita come "un’oscillazione meccanica prodotta da onde di pressione che vengono trasmesse attraverso corpi solidi elastici" (fenomeno ampiamente presente in natura). Nel caso in cui questo moto oscillante attorno a una posizione di riferimento si verifica con una frequenza al di sopra di "15÷20 volte al secondo" (l’unità di misura è espressa in Hertz), la vibrazione prodotta è di tipo “acustico” (emette un suono udibile), se al contrario la cadenza è più bassa la vibrazione prodotta si può definire “meccanica” oppure “vibrazione” vera e propria. La frequenza non è il solo parametro fisico che differenzia la vibrazione, ma vi sono anche:
la lunghezza d’onda
l’ampiezza - spostamento massimo dalla posizione di equilibrio (cm);
la velocità - con la quale avviene lo spostamento (cm/sec);
l’accelerazione, variazione di velocità (m/sec2 o in multipli di g - accelerazione di gravità - 1g= 9,8 m/sec2).
L’ultimo parametro menzionato è quello che riveste la maggiore importanza per valutare la risposta del corpo umano, perché l’uomo è più sensibile alla variazione di uno stimolo che alla sua durata. In diversi casi piccole vibrazioni possono stimolare frequenze di risonanza in altri elementi strutturali, generando in questo modo vibrazioni più rilevanti e sorgenti di rumore. La vibrazione può essere trasmessa all’uomo da macchine o superfici con le quali viene a contatto. La vibrazione si può distinguere a seconda di quale parte del corpo è interessata a “corpo intero” (WBV) e a “sistema mano-braccio” (HAV). Spesso piccole vibrazioni possono indurre frequenze risonanti in altri elementi strutturali, che vengono quindi amplificate, dando luogo a vibrazioni più pronunciate e a fonti di rumore.
Per la vibrazione trasmessa al corpo intero ulteriore divisione può esser effettuata in:
- vibrazioni a bordo di macchine mobili o in prossimità di macchine fisse
- vibrazioni presenti negli edifici.
La vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio, è in generale dovuta a macchine impugnate dagli addetti. Nel caso in cui i lavoratori siano esposti per lungo tempo a rischio vibrazioni di elevata energia possono essere provocate importanti patologie; comunque anche con esposizioni ridotte può venir causato disagio a questi operatori. 

Rischio vibrazione: Effetti sull’uomo

In caso di presenza di rischio vibrazione, se si vogliono valutare gli effetti prodotti dalle vibrazioni sull’uomo è necessario prendere in considerazione i seguenti parametri:
1. la parte del corpo d’entrata delle vibrazioni e la loro direzione;
2. la frequenza;
3. l’accelerazione;
4. l'intensità;
5. la risonanza;
6. l’arco temporale d’esposizione.
Le vibrazioni trasmesse al “sistema mano-braccio” sono di tipo meccanico e causano rischi per i lavoratori in particolare con i seguenti disturbi: osteoarticolari, vascolari, neurologici e muscolari. Questo tipo di vibrazioni è solitamente dovuto al contatto tra mani e impugnatura di: utensili a percussione (martelli demolitori, trapani a percussione, martelli perforatori, avvitatori ad impulso, ...), utensili di tipo rotativo (seghe circolari, levigatrici orbitali, smerigliatrici, motoseghe, …) e altre macchine (motocoltivatori, tagliaerba, trapani da dentista, …). Citiamo i più importanti effetti sulla salute di questo tipo di vibrazioni:
angioneurosi - con episodi di pallore digitale da vasocostrizione spastica dei vasi delle dita, prodotti da freddo, stress o emozioni; 
neuropatie periferiche - per la maggior parte sensitive;
sindromi da intrappolamento dei tronchi nervosi degli arti superiori;
osteoartropatie di polsi e gomiti;
patologie muscolo-tendinee degli arti superiori
Le vibrazioni meccaniche trasmesse a “corpo intero” possono arrecare dei rischi per l’operatore come lombalgie e traumi del rachide. Il rischio vibrazione è di solito provocato da veicoli o macchine industriali, agricole o di trasporto, che sottopongono l’intero corpo a vibrazioni o urti. Le attività svolte sono quelle a bordo dei mezzi di trasporto o di movimento di materiali come carrelli elevatori, pale meccaniche, ruspe, autobus, camion, trattori. Segnaliamo alcuni effetti sulla salute di questo tipo di vibrazioni:
- disturbi e patologie del distretto cervicobrachiale;
- disturbi e patologie del rachide lombare;
- effetti sugli apparati cocleo-vestibolare, gastroenterico, circolatorio, urogenitale
- lombalgia aspecifica, lombalgia acuta, lombosciatalgia;
- alterazioni degenerative precoci del rachide lombare;
- discopatie/ernie discali della zona lombare

Rischio vibrazione: Link di riferimento

Segnaliamo i siti di alcune aziende/enti che s'interessano della tutela dei lavoratori dal rischio vibrazione e che occupano un posto di rilievo nel panorama nazionale. L'Inail (ex Ispesl) si occupa ampiamente del rischio vibrazione e propone delle linee guida per la valutazione dell’esposizione umana a vibrazioni meccaniche; inoltre propone una banca dati sul rischio vibrazione in cui sono presenti le metodiche di valutazione, la banca dati propriamente detta e cosa fare a seguito delle valutazioni. Puntosicuro si occupa della valutazione dei rischio vibrazione, degli effetti che ha sulla salute dei lavoratori, dei valori limite di esposizione e del valore di azione giornaliero. Il Centro di Istruzione professionale e agricola e assistenza tecnica di Pistoia si occupa del rischio vibrazioni trattando sia la valutazione del rischio vibrazioni a corpo intero sia la valutazione vibrazioni al sistema mano braccio.

Rischio vibrazione: Valutazione
   
Per la tutela dei lavoratori dal rischio vibrazioni meccaniche la norma a cui si deve far riferimento è il D.lgs.81/08, che al Titolo VIII capo III stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. La norma prescrive  specifiche metodiche di individuazione e valutazione del rischio vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) e del corpo intero (WBV) e specifiche misure di tutela, che vanno inserite nel documento di valutazione dei rischi previsto dallo stesso decreto. Nella valutazione vibrazioni il livello di esposizione al rischio vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l'osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell'Ispesl o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l'impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento.
Il decreto all’art. 201 si occupa dei valori limite dell’esposizione e valori di azione per il rischio vibrazione come vediamo di seguito:
a) sistema mano-braccio
1. il "valore limite di esposizione giornaliero", normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore, è fissato a 5 m/sec2; mentre su periodi più brevi è pari a 20 m/s2;
2. il "valore di azione giornaliero", normalizzato su un periodo di riferimento di otto ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2.
b) corpo intero
1. il "valore limite di esposizione giornaliero", normalizzato a un periodo di riferimento di otto ore, è fissato a 1 m/s2; mentre su periodi più brevi è pari a 1,5 m/s2;
2. il "valore di azione giornaliero", normalizzato su un periodo di riferimento di otto ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 0,5 m/s2.
Nel caso di variabilità dei livelli di esposizione giornaliera va considerato il livello giornaliero massimo corrente.

Rischio vibrazione: Misure di prevenzione e protezione

Il d..lgs. 81/08 prevede all’art.203 che per il rischio vibrazioni, nel caso in cui vengano superati i valori di azione, il datore di lavoro è tenuto ad applicare un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l'esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue:
♦ altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche;
♦ la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni;
♦ la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio;
♦ adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI;
♦ corretta progettazione e organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro;
♦ l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull'uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche;
♦ la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione;
♦ l'organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo;
♦ la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità.

Rischio vibrazione: Sorveglianza sanitaria
All’art. 204 il decreto 81/08 prevede, per il rischio vibrazione, che i lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione vengano sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio vibrazione. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente. I lavoratori esposti a rischio vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una o più delle seguenti condizioni: l'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni è tale da rendere possibile l'individuazione di un nesso tra l'esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed è probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute.

Rischio vibrazione: Sanzioni
La mancata osservanza delle disposizioni per il rischio vibrazione a carico del datore di lavoro comporta l`applicazione della pena "dell`arresto da 3 a 6 mesi o dell`ammenda da 2.500 a 6.400 €" (per la mancata valutazione del rischio vibrazioni) e "dell`arresto da 3 a 6 mesi o dell`ammenda da 2.000 a 4.000 €" (per la mancata applicazione delle misure di prevenzione e protezione per il rischio vibrazioni).
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