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Rischio elettrico

Rischio elettrico: Come tenerlo sotto controllo

Articolo aggiornato il 08-03-2018

Rischio elettrico: Come tenerlo sotto controllo
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Il rischio elettrico è una delle più importanti cause d'infortunio, che in alcuni casi può risultare mortale. Gli incidenti accadono non solo all’interno dei luoghi di lavoro ma anche durante le attività svolte nella vita quotidiana. Descriviamo il rischio elettrico, la sua valutazione, gli effetti sull’uomo del contatto con la corrente elettrica, le più importanti precauzioni da prendere per evitare il contatto. Inoltre vi segnaliamo i link di aziende o enti che si occupano di rischio elettrico.
Rischio elettrico
Il rischio elettrico deriva dagli effetti dannosi che la corrente elettrica può produrre all'uomo in modo diretto (nel caso del corpo umano attraversato da corrente) o indiretto (incendio dovuto a causa elettrica). Le principali fonti di rischio elettrico sono quelle derivanti da apparecchiature elettriche e impianti elettrici. L’incidente più comune è quello conosciuto come "scossa elettrica", più propriamente chiamato "elettrocuzione"; ovvero il contatto tra un uomo ed elementi in tensione con attraversamento del corpo da parte della corrente elettrica. Ciò può avvenire per guasti di un componente elettrico o per una situazione anomala. L´elettrocuzione è la causa d’infortunio che ha caratteristiche di gravità e frequenza elevate, e può avvenire per:
contatto diretto - che si verifica nel caso in cui si viene a contatto con conduttori "nudi" o direttamente accessibili, sotto tensione; oppure si verifica per contatto mediante l’interposizione di oggetti metallici;
contatto indiretto - che si verifica nel caso in cui si viene in contatto con parti metalliche che generalmente non sono sotto tensione (può avvenire per un guasto o una perdita di isolamento di alcuni componenti); questo contatto è quasi sempre inaspettato e quindi più difficile da evitare rispetto a quello diretto;
arco elettrico - formato da una intensa sorgente di calore che diffonde gas e vapori molto caldi e tossici, lancia particelle incandescenti, causa un forte irraggiamento termico ed emette raggi ultravioletti (si presenta nei casi di guasto o di manovre su apparecchiature elettriche, come nei corto circuiti). 
Il rischio elettrico può avere condizionamenti rilevanti dal modo in cui si utilizzano gli apparecchi elettrici e dal rispetto della normativa vigente sulla “conformità impianti elettrici”. I maggiori rischi si presentano quando le apparecchiature e i dispositivi elettrici vengono adoperati in locali umidi, in prossimità di impianti idraulici, accanto a serbatoi o corsi d’acqua, e senza predisporre le opportune misure di prevenzione e le attenzioni del caso.

Rischio elettrico: Valutazione
La principale “normativa impianti elettrici” per l’eliminazione e/o il contenimento dei rischi elettrici è il D.Lgs.81/08, che ha fornito precise indicazioni sulla valutazione del rischio elettrico, in particolare al capo III del titolo III (art. 80 e seguenti) tratta gli obblighi del datore di lavoro connessi al rischio elettrico. Il decreto sottolinea che il datore di lavoro nell’eseguire la valutazione dei rischi elettrici deve tener conto:
1. delle condizioni e delle caratteristiche specifiche del lavoro considerando eventuali interferenze;
2. di tutte le condizioni di esercizio prevedibili;
3. dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro.
Il D.Lgs. 81/08 mette in evidenza che non è sufficiente accertarsi che l’impianto sia a norma ma che il datore di lavoro ha la responsabilità di individuare e organizzare la corretta applicazione di tutte le misure di sicurezza che servono a controllare e prevenire i rischi residui presenti in azienda riguardo gli impianti elettrici. Nell’ambito della valutazione del rischio elettrico la verifica della “conformità impianti elettrici” si deve svolgere come primaria attività, poiché se questa non è presente il rischio diviene "inammissibile". Il datore di lavoro per assicurare la “conformità impianti elettrici” deve:
- effettuare le “verifiche impianti elettrici” riscontrando il rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari;
- verificare che gli edifici/fabbricati siano protetti dalle scariche atmosferiche (art. 84 del decreto 81/08);
- garantire che agli impianti venga effettuata la dovuta manutenzione e verifica, con l’elaborazione di un programma di verifiche secondo quanto disposto dalle norme in vigore e con la registrazione di tale attività;
- effettuare le previste verifiche periodiche agli impianti come disposto dal D.P.R. 462/01.
Successivamente alla valutazione del rischio elettrico si deve  incentrare sui cosiddetti “rischi residui”, in particolare nei casi di:
- non corretta manutenzione e verifica di apparecchiature ed impianti elettrici;
- scarsa informazione data ai lavoratori sui rischi elettrici;
- mancata o carente formazione ai lavoratori sull’utilizzo degli apparecchi e impianti elettrici.
Inoltre è importante che gli impianti elettrici vengano verificati, sottoposti a manutenzione e modificati solo da operatori formati e specializzati.
Infine è stata pubblicatanel 2017 la scheda dall'Inail sul rischio da contatto elettrico diretto.

Rischio elettrico: Link di riferimento
Segnaliamo i link di enti/aziende che si occupano del rischio elettrico. INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si occupa ampiamente della protezione dei lavoratori operanti nel settore elettrico dai rischi presenti nell’utilizzo dell’energia elettrica. ElectroYou è un portale per i professionisti e gli appassionati del settore elettrico per scambiarsi idee, contatti, opportunità e per gestire la propria identità professionale online, tratta in maniera approfondita del rischio elettrico. Inail Istituto Nazionale per l'assicurazione contro Infortuni sul Lavoro, fornisce informazioni, formazione, consulenza ed assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro; propone una vasta trattazione sull’utilizzo dell’energia elettrica e sulla protezione dei lavoratori dai rischi connessi.

Rischio elettrico: Effetti sull’uomo
Il passaggio di corrente elettrica nel corpo umano  procura danni alla salute, che sono di maggiore gravità in rapporto all’intensità della corrente elettrica che lo percorre. Rispetto alla gravità di un infortunio sono molto importanti i seguenti elementi: il lasso di tempo in cui ha luogo il passaggio, il percorso effettuato dalla corrente elettrica nel corpo umano, il tipo di corrente (continua o alternata) e le condizioni psicofisiche dell’individuo che subisce l’incidente. Una corrente elettrica che attraversa la zona toracica del corpo è notevolmente più dannosa di un’altra che passa per il bacino o gli arti, in quanto nella cassa toracica vi sono il cuore e il sistema respiratorio che sono particolarmente delicati; pertanto nel determinare gli effetti della corrente elettrica si deve prendere in considerazione la via che questa ha percorso dentro il corpo umano. L'attraversamento del corpo da parte della corrente elettrica può provocare e le seguenti conseguenze:
Tetanizzazione: fenomeno che viene denominato come una malattia di diversa natura ma con identici effetti. In condizioni normali, la contrazione muscolare è regolata da impulsi elettrici trasmessi, attraverso i nervi, ad una placca di collegamento tra nervo e muscolo, denominata "placca neuromuscolare". L´attraversamento del corpo da parte di correnti superiori provoca, a certi livelli d'intensità, fenomeni non voluti di contrazione incontrollabile che determinano in modo reversibile l´impossibilità di reagire alla contrazione. Esempio il contatto tra un conduttore in tensione e il palmo della mano determina la chiusura indesiderata e incontrollabile della mano che rimane per questo attaccata al punto di contatto.
Arresto della respirazione: la respirazione avviene con inspirazione e successiva espirazione di un certo volume di aria che si ripete normalmente circa 12-14 volte al minuto. I singoli atti respiratori avvengono per la contrazione dei muscoli intercostali e del diaframma che con il loro movimento cambiano il volume della cassa toracica. Durante l'elettrocuzione per gli stessi motivi si determina la "tetanizzazione" con i muscoli che si contraggono e non permettono l'espansione della cassa toracica bloccando di fatto la respirazione. Se non si rimuove prontamente la causa della contrazione e se non si effettua, in seguito a evento di notevole intensità, la respirazione assistita il soggetto colpito muore per asfissia.
Fibrillazione ventricolare: per quanto detto è prevedibile che in un organo palesemente delicato quale è il cuore, che fonda la propria funzionalità su ritmi dettati da impulsi elettrici, ogni interferenza di natura elettrica può causare scompensi alla normale attività di pompaggio. Sulla base dell'intensità di corrente e della durata del fenomeno accidentale, questa modificazione causa la mancata espulsione dall'organo di sangue ossigenato. Questo provoca il mancato nutrimento in particolare del cervello che, a differenza di altri organi, non può resistere per più di 3÷4 minuti in assenza di ossigeno, senza risultare danneggiato in modo irreversibile. In detto caso un immediato massaggio cardiaco dà qualche possibilità di recuperare l'infortunato, altrimenti destinato a morte certa.
Ustioni: sono tanto più elevate quanto maggiore è la resistenza all'attraversamento del corpo da parte della corrente che, per "effetto Joule", sviluppa calore. Normalmente le ustioni si concentrano nel punto di ingresso ed in quello di uscita della corrente elettrica dal corpo in quanto la pelle è la parte che offre maggiore resistenza. La gravità delle conseguenze è in funzione dell'intensità di corrente e della durata del fenomeno.

Rischio elettrico: Misure protettive e preventive
Per mettere in sicurezza coloro che operano su apparecchiature o impianti elettrici si possono utilizzare dei sistemi di protezione attivi o passivi, con cui si prova ad evitare il contatto diretto, che se comunque ha luogo si deve cercare di limitarne la durata nell'attraversamento del corpo umano. Le misure protettive devono essere tarate e/o modificate a seconda del tipo di operatore a cui vengono indirizzate. Si adottano protezioni totali nel caso in cui gli operatori non abbiano avuto informazioni sui rischi che il contatto con l’energia elettrica può provocare; invece le protezioni parziali vengono predisposte per coloro che hanno avuto una specifica formazione sui rischi elettrici e sono usate nei luoghi in cui soltanto a questi ultimi è permesso di accedere. Le norme CEI indicano le metodiche da mettere in atto per le misure di protezione totale, tra le quali: isolamento delle parti attive del circuito elettrico con materiale isolante che deve ricoprire completamente le parti in tensione e avere caratteristiche idonee alle tensioni di esercizio e alle sollecitazioni meccaniche cui è sottoposto; utilizzo di involucri che assicurino la protezione contro contatti diretti in ogni direzione e garantiscano la protezione contro le sollecitazioni esterne; barriere atte ad evitare il contatto di parti del corpo con le parti attive. Mettiamo in evidenza che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute, ha pubblicato per quanto riguarda i "Lavori su impianti elettrici ad alta tensione" il Decreto Interministeriale 04/02/11 che definisce i criteri per il rilascio delle autorizzazioni alle aziende che effettuano lavori sotto tensione, in attuazione dell'art. 82, comma 2, del D.lgs.81/08.

Rischio elettrico: Sanzioni
È prevista la pena "dell’arresto da tre a sei mesi", o "l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro", per la mancata valutazione del rischio elettrico; mentre per la mancata individuazione di misure di sicurezza di cui al comma dell’art. 80, è prevista la pena "dell’arresto da due a quattro mesi" o "l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro".

 
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