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Rischio chimico

Rischio chimico e la sua valutazione

Rischio chimico e la sua valutazione
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Se il rischio chimico è presente nelle vostre attività e di conseguenza, per ottemperare a quanto disposto dalla vigente normativa, avete la necessità di affrontare e predisporre la valutazione del rischio chimico. Nel testo vi offriamo la possibilità di conoscere tale rischio in maniera più dettagliata e di trovare alcune utili indicazioni sul tema. Inoltre segnaliamo i link di alcuni società o enti che si occupano del rischio chimico e della sua valutazione. 
Rischio chimico
Intendiamo per rischio chimico quello presente nell’uso professionale e/o nella manipolazione di sostanze/preparati e di prodotti o materie infiammabili, esplodenti o corrosive impiegati nei cicli di lavoro, che possono essere per la loro natura pericolosi o risultare pericolosi nelle condizioni in cui vengono utilizzati. I rischi derivanti da agenti chimici si differenziano in rischi per la sicurezza e rischi per la salute; i primi sono quelli che possono provocare lesioni traumatiche (infortuni), mentre i secondi sono responsabili di effetti che si possono riscontrare anche in tempi successivi all'esposizione (malattie professionali). L’Inail rileva ogni anno un notevole numero d’infortuni (attorno a 10.000) e malattie professionali (attorno alle 4000) dovuto agli "agenti chimici utilizzati nelle attività produttive". La grandezza del rischio dipende dalla tipologia della sostanza chimica adoperata e dalla sua concentrazione, per cui è necessario conoscere le composizioni dei preparati usati per mettere in atto le corrette procedure di sicurezza a cui tutti coloro che sono a contatto con tali sostanze devono attenersi. Una "scheda di sicurezza", deve accompagnare ogni sostanza chimica e i preparati pericolosi, la stessa deve essere a corredo del prodotto e fornita da parte di chi lo immette sul mercato; essa è composta da 16 voci che avvertono l’operatore sulle modalità del corretto utilizzo dell’agente chimico pericoloso. E’ importante che la scheda di sicurezza sia scritta in lingua italiana. Chi rifornisce questi prodotti ha l’obbligo di apporre le corrette etichette sugli imballaggi al fine di mettere in condizione l’operatore di identificarli con facilità (Regolamento CE n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al precedente regolamento).

Rischio chimico: Link di riferimento

Vi segnaliamo i link di aziende/enti che si occupano del rischio chimico e che sono tra i più rilevanti a livello nazionale. L'Ispra con il supporto e la collaborazione di diverse Agenzie ambientali regionali, ha predisposto delle "linee guida" che si possono utilizzare per effettuare la valutazione del rischio da esposizione ad "agenti chimici pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni"; il documento si può consultare online. Inail Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ha il compito specifico di fornire informazione, assistenza e consulenza a sostegno della piena attuazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro; inoltre sul suo sito potete trovare istruzioni ad uso dei lavoratori, numerosi studi e metodologie di valutazione per il rischio chimico. Rischio chimico sito che si occupa del rischio chimico, in particolare a quello legato all'esposizione ad ambienti "chimici" pericolosi; inoltre nel suo interno informa sulla pericolosità dell'amianto, delle radiazioni elettromagnetiche, dei solventi clorurati, degli IPA, dell'ozono, dei metalli pesanti e molto altro. L’Istituto Superiore di Sanità, con sede a Roma, si occupa dei rischi chimici e della loro valutazione; nel sito è presente un'apposita area d’informazione scientifica da cui è possibile accedere a vari box, quali pubblicazioni, pubblicazioni online, basi e banche dati. Puntosicuro è un quotidiano online che si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro; tra l'altro si interessa del rischio chimico presente nel settore delle costruzioni edilizie proponendo un'apposita pubblicazione dedicata alla tematica.

Rischio chimico: Classificazione prodotti

Proponiamo la classificazione dei prodotti rispetto alle proprietà tossicologiche:
a)  " Irritante": Il contatto diretto, prolungato o ripetuto può provocare reazione infiammatoria;
b)  "Corrosivo": a contatto con tessuti vivi, può esercitare azione distruttiva;
c)  "Nocivo": può essere letale oppure provocare lesioni acute o croniche;
d)  "Tossico": in piccole quantità può essere letale o provocare lesioni acute/croniche;
e)  "Molto tossico": in piccolissime quantità può essere letale o provocare lesioni acute/croniche.

Rischio chimico: Modalità comportamentali

Al fine di contenere i rischi derivanti dall’utilizzo di sostanze contenenti agenti chimici pericolosi è opportuno seguire queste modalità comportamentali:
1)   Rispettare le dosi indicate nelle istruzioni
2)   Fare in modo di diluire i prodotti concentrati secondo le percentuali prescritte sulle etichette
3)   I prodotti vanno usati solo per gli utilizzi esclusivi a cui sono adibiti
4)   E’ vietata la miscelazione di più prodotti, che può provocare reazioni sgradite che possono favorire lo sviluppo di gas tossici e asfissianti
5)   Non trasferire mai un detersivo o un acido da un contenitore ad un altro in cui sia riportata una dicitura differente da quella del contenuto introdotto
6)   L’operatore deve riporre i contenitori chiudendoli con il tappo originale
7)   I prodotti tossici, nocivi o corrosivi devono venir conservati con grande cura e posti in luoghi irraggiungibili da parte di persone terze
8)   Le bombolette spray non devono essere lasciate nei pressi di fonti di calore che potrebbero farle infiammare o esplodere.

Rischio chimico: Valutazione rischio
e sanzioni.
Il datore di lavoro determina preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti. All’art. 223 il D.Lgs.81/08 prevede una specifica valutazione del rischio chimico individuando attività e lavorazioni definibili come a rischio “non basso” per la sicurezza o “non rilevante” per la salute. I rischi che si riscontrano sono generalmente di due tipi:
a) "rischi per la sicurezza", che possono portare a infortuni come: incendio, esplosioni, contatto con sostanze aggressive e/o corrosive (ustioni chimiche, corrosione di materiali e degrado di impianti, ecc.)
b) "rischi per la salute", di tipo igienico-ambientale come: esposizioni a sostanze tossiche e/o nocive e, se assorbite, con potenziale compromissione dell’equilibrio biologico (intossicazione o malattie professionali). La modalità di valutazione del rischio chimico mostra un notevole grado di complessità dovuto al gigantesco numero di prodotti chimici adoperati nell'industria; infine la valutazione rischio chimico deve anche individuare le attività che comportano esposizione, la motivazione, i quantitativi, il numero di lavoratori esposti, le misure preventive e protettive, le indagini svolte per la possibile sostituzione dei prodotti. Per la mancata valutazione del rischio chimico il datore di lavoro è punito con "l’arresto da tre a sei mesi "o con "l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro".

Rischio chimico: Documento della Commissione Consultiva Permanente
Il 28 novembre 2012 la Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha approvato un documento con cui sono individuati "i criteri e gli strumenti per la valutazione e gestione del rischio chimico negli ambienti di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/08 s.m.i. (Titolo IX, Capo I “Protezione da Agenti Chimici” e Capo II “Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni”), alla luce delle ricadute del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (Registration Evaluation Authorisation Restriction of Chemicals - REACH), del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Classification Labelling Packaging - CLP) e del Regolamento (UE) n. 453/2010 (recante modifiche all’Allegato II del Regolamento CE 1907/2006 e concernente le disposizioni sulle schede di dati di sicurezza)". Tale documento dà indicazioni sulle modifiche che i sopraindicati Regolamenti hanno apportato ai processi di valutazione del rischio da agenti chimici pericolosi e cancerogeni e mutageni, indicando, inoltre, metodi e strumenti volti a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
 
 
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