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Rischi alimentari con il TTIP

TTIP e sicurezza alimentare

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Dal 2013 è in corso una trattativa, lontana dai grandi clamori mediatici, tra USA ed Unione Europea che ha come oggetto il TTIP ovvero un accordo di libero scambio di merci e servizi che si prefigge di dare vita al più grande mercato economico mondiale, liberalizzando commerci e investimenti con l’abbattimento delle barriere doganali. L’impegno è quello di far crescere benessere e occupazione, ma il TTIP sta trovando una opposizione sempre più diffusa tra i media e l’opinione pubblica. In particolare si teme che le multinazionali prendano sempre più potere e che la nostra distribuzione non garantisca più i livelli di sicurezza alimentare raggiunti nel nostro continente. "Con il 2017 la presidenza degli USA è intenzionata a mettere da parte questa trattativa ed è quindi probabile che non se ne farà più nulla".

Promesse Commissione Europea sul TTIP
Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (partenariato transatlantico su commercio e investimenti) è un accordo di libero commercio tra UE e Stati Uniti a cui partecipano 50 stati americani e 28 paesi europei, riguarda 850 milioni di abitanti fra America del Nord ed Europa e il 45% del Pil mondiale. L’obiettivo del Ttip è quello di consentire la libera circolazione delle merci e dei servizi demolendo dazi e differenze normative soprattutto in materia di sicurezza, ambiente e salute, con palesi benefici per le economie delle parti contraenti; diminuirà anche la burocrazia innalzando i nostri livelli di lavoro, infatti i prodotti testati e certificati in un continente lo saranno automaticamente anche nell'altro. Inoltre con le liberalizzazioni si cerca di smantellare i protezionismi nascosti costituiti da barriere non-tariffarie, visto che i consueti dazi doganali sono già scesi di parecchio (è stato quantificato che i dazi doganali imposti dagli USA ai prodotti europei sono circa il 1,2%, mentre le barriere non tariffarie provochino un peso addizionale di circa il 19%). A questo approccio non tutti sono favorevoli sostenendo che su questo percorso si incontrano numerosi rischi che riguardano la salute dei cittadini e la sicurezza degli alimenti; mentre i sostenitori dell’accordo dichiarano che il Ttip sicuramente aumenterà sia il livello delle esportazioni che la concorrenza. La valenza e l’importanza dell’accordo è di grande spessore economico sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea: su 150mila aziende che esportano in America, 30mila sono italiane e rappresentano il 96% dell’export nazionale con un giro di affari di 11,2 miliardi di €. Alla luce di questo si ritiene molto rilevante il Ttip per le piccole e medie imprese dell’Europa e italiane in particolare, che renderà più semplice l’attuale normativa che regola il commercio con gli USA, con conseguenze favorevoli alle nostre piccole e medie imprese. La Commissione Europea è intenzionata a ratificare 8 proposte in differenti settori, di cui una riguarda la sicurezza alimentare e la salute animale e vegetale. 

Nodi da sciogliere sulla sicurezza alimentare
Per quanto riguarda la sicurezza alimentare le legislazioni presenti in America e in Europa hanno in molti casi caratteristiche disuguali che le rendono difficili da unificare. In dettaglio si riscontra che è  sensibilmente differente la qualità degli alimenti statunitensi rispetto a quella europea; inoltre nel settore agricolo gli immensi terreni americani presentano caratteristiche di elevata razionalizzazione con colture intensive, specie mais e soia, e con un robusto utilizzo di fertilizzante; le colture OGM sono molto diffuse negli USA, ma in Europa non sono molto gradite e non sono consentite  in particolare nei paesi più importanti come Italia, Francia e Germania. In America i CDC (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie negli Stati Uniti) stimano che ogni anno 128 mila americani sono ricoverati in ospedale a causa di intossicazioni alimentari, mentre in Europa i numeri sono molto più bassi. Si ritiene nella sponda europea che i nostri paesi allo stato attuale usufruiscano della normativa più avanzata in tema di: cibo e salute, protezione del consumatore, sicurezza degli alimenti. Le critiche al Ttip si concentrano in particolare sul timore che l’accordo sia usato come un cavallo di Troia per infilare nella distribuzione alimentare e sulle tavole del vecchio continente gli organismi geneticamente modificati, la carne agli ormoni, o altri prodotti dannosi alla salute dei cittadini. A questo proposito l'Unione europea fa sapere di aver stabilito che non rinuncerà al suo principio di precauzione, tra l’altro per gli OGM resta perfino il diritto dei singoli Stati membri dell'Unione di vietarli se lo ritengono necessario.

Iniziative della UE

Per venire incontro alle richieste di conoscenza dell’opinione pubblica europea ha preso la risoluzione di rendere più accessibili i documenti con la pubblicazione di una “Guida alla lettura” in cui sono presenti una serie di schede con gli argomenti delle trattative,  quanto è in gioco per ogni capitolo dei TTIP e la posizione della Commissione; avvalendosi di una spiegazione chiara e semplice per renderlo fruibile anche a coloro che sono esterni alla trattativa. Si impegna anche a condividere con tutti i deputati UE i testi degli accordi aumentando la possibilità di accesso agli stessi.
L'Unione Europea cerca anche di tranquillizzare i cittadini europei garantendo che le norme comunitarie sull’uso degli ormoni e sugli OGM non saranno radicalmente cambiate anzi che verranno rispettate e non ci saranno unificazioni degli standard europei rispetto a quelli americani. La Commissione europea ha evidenziato sulle criticità emerse quali:
- la coltivazione di organismi geneticamente organismi modificati è soggetta ad un processo di autorizzazione in linea con il diritto comunitario e il TTIP non modificherà questa disciplina.
- ogni paese dell’Unione deve anche autorizzare qualsiasi coltivazione degli OGM;
- Il trattato non avrà efficacia sulle norme vigenti del benessere degli animali nell'Unione” (stabilendo un dialogo con gli USA su questo tema e conservando i più elevati standard possibili di benessere animale);
- non sempre le norme europee sulla sicurezza alimentare sono necessariamente più stringenti. Sia gli USA che l’UE hanno chiarito che il TTIP non muterà l’attuale normativa in vigore e che l’Unione conserverà le proprie limitazioni commerciali sugli ormoni e sui promotori della crescita, mentre gli USA quelle sulla carica microbiologica.
- un altro punto critico su cui sono molto attenti numerosi stati europei, soprattutto l’Italia, riguarda la concorrenza sleale delle aziende alimentari americane che etichettano i loro prodotti con Made in Italy, France, Germany, …. Così come per gli altri punti la Commissione garantisce che non verranno diminuite le protezioni per le indicazioni geografiche dei prodotti alimentari europei.

Siti di riferimento sul Ttip
- Il Post (giornale online) si interessa del Ttip spiegando che cos’è  questo gigantesco accordo commerciale che si sta negoziando di cui si parla molto e si sa poco, proponendo una guida, per chi vuole farsi un'idea più precisa sull’argomento.
- Greenpeace Italia si occupa del TTIP e dei motivi della sua opposizione a questo trattato,  sostenendo che è  una minaccia sia per la nostra democrazia e che per l'ambiente
- Il Fatto Alimentare è una pubblicazione on line che propone articoli su tematiche alimentari come  la sicurezza, le etichette, la nutrizione, le analisi dei prodotti e  approfondimenti su prezzi, consumi, legislazione… ha pubblicato numerosi articoli sul trattato TTIP.


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