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Riscaldamento globale

Riscaldamento globale: cause, effetti e azioni

Riscaldamento globale: cause, effetti e azioni
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Il riscaldamento globale o “global warming”, dovuto in buona parte alle attività dell’uomo, è uno degli effetti negativi più rilevanti dei cambiamenti climatici in atto che si riscontrano in quasi tutte le aree del pianeta. Gli esperti e i ricercatori che studiano il cambiamento climatico asseriscono che il riscaldamento terrestre, in un prossimo futuro, farà aumentare le spese per l’alimentazione creando tra le popolazioni più povere ed emarginate molte aree in cui ci sarà un numero crescente di persone che soffriranno la fame; inoltre avvertono che riscaldamento globale avrà effetti estesi su ogni parte del pianeta e potenzialmente irreversibili.

Riscaldamento globale: cause ed effetti
La forte antropizzazione di vaste aree del nostro pianeta e le emissioni in atmosfera sono tra le principali cause del cambiamento climatico in atto che hanno come effetto l’aumento della temperatura ed eventi climatici estremi. Per gli ecosistemi questi effetti negativi sono già percepibili, ma nei prossimi anni anche le conseguenze sull’uomo saranno visibili; non ci saranno territori immuni da questo pericolo, anche nei paesi economicamente più forti dove sono presenti vaste zone che soffrono in maniera rilevante di questi cambiamenti come le periferie emarginate dei grandi agglomerati urbani, le aree rurali secondarie e le aree costiere. Non si salverà nessun abitante della Terra dagli effetti del cambiamento climatico, che si  ripercuoterà sul benessere di intere popolazioni. Le conseguenze del riscaldamento globale ricadranno sulla salute umana, sulla produzione degli alimenti, sulla disponibilità delle risorse idriche ed energetiche, sulla salvaguardia dell’ambiente. In particolare si abbasseranno le riserve di acqua potabile sia nelle aree temperate che in quelle tropicali secche; per la mancanza di piogge in alcune zone ci saranno inondazioni in altre diminuiranno riducendo la produzione agricola in diverse regioni del mondo, mentre nelle zone più fredde il riscaldamento della temperatura creerà l’effetto contrario. Continuerà l’acidificazione degli oceani, ma anche i prodotti agricoli di alta qualità come vino e caffè risentiranno in maniera forte di questo fenomeno. Ci saranno effetti negativi anche per la salute con la diffusione delle malattie tropicali e l’aumento delle malattie respiratorie (maggiore concentrazione di ozono nella parte bassa dell’atmosfera). I cambiamenti climatici in molti casi si sommano ad altri stress già esistenti, aumentando i rischi per l’ecosistema. Dal Rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Task force ONU) del 2014 si rileva che il clima terrestre si modifica molto più celermente di quanto previsto (la temperatura del pianeta non è mai stata così elevata da 800.000 anni a questa parte)  e che le nostre società non sono preparate a questo cambiamento; il livello di rischio è stato elevato da rosso a viola, da ‘alto’ a ‘molto alto’. A parere dell'Ipcc non ci sono dubbi sulla causa fondamentale del riscaldamento globale ovvero le attività umane e in particolare i consumi sempre sostenuti di combustibili fossili, per contenere il fenomeno è necessario ridurre le emissioni dal 40% al 70% entro il 2050. Infine è molto probabile che per queste motivazioni in un prossimo futuro, ma in parte già adesso, “il riscaldamento globale può aumentare i rischi di guerre civili e scontri tra gruppi amplificando i ben documentati fattori che determinano questi conflitti, come la povertà e gli shock economici”. Va rilevato che il 2014 è stato globalmente l'anno più caldo dal 1888 per il nostro pianeta sia negli oceani che sulla terraferma; inoltre il mese di luglio 2015 è stato il più caldo da quando sono iniziate le rilevazioni a livello mondiale.
 
Alcune azioni per mitigare il riscaldamento globale
Gli esperti del settore sono preoccupati perché l’obiettivo del contenimento del riscaldamento terrestre a 1,5 C°, rispetto alle temperature precedenti lo sviluppo industriale, rischia di non essere raggiunto; per questo è indispensabile mettere in atto azioni rapide a livello internazionale per rimanere al di sotto dei 2  C°, che se superato aumenterà il rischio di cambiamenti climatici dannosi  per i sistemi umani e naturali globali. A parere degli esperti ci sono solo pochi anni per intervenire, nel caso non ci si riuscisse alla fine del secolo la temperatura media mondiale aumenterà di oltre 3,7 C° e il livello del mare si innalzerà di 60 centimetri. Sui temi del riscaldamento globale e delle previsione di aumento delle temperature si è creato un vasto consenso scientifico che ha persuaso diverse nazioni, imprese e cittadini a mettere in campo azioni per cercare di ridurre questo fenomeno; inoltre numerose associazioni e gruppi ambientalisti promuovono modalità comportamentali per i consumatori, come la riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili, con l’attivazione di quote sulla produzione mondiale indicandoli come una fonte primaria delle emissioni di anidride carbonica. Le misure di contenimento prese a livello internazionale sulle emissioni dei gas serra non sono riuscite a raggiungere gli obiettivi che si sono poste, infatti dal1990 ad oggi le emissioni di gas serra sono aumentate del 60%. Tra i rimedi emerge quello di investire nell’adattamento dell’agricoltura e dell’economia alle conseguenze del riscaldamento globale, quindi occorre modificare la predisposizione produttiva di determinate zone, preferire colture diverse, varie, più rustiche e con più basse esigenze idriche e nutrizionali, contenere gli sprechi dell’energia, edificare “case intelligenti” che riescano a contenere gli effetti delle ondate di caldo e limitare i dilavamenti del terreno da allagamenti o alluvioni. Nel contempo è necessario scegliere politiche equilibrate di mitigazione quali l’incentivazione e la promozione di una mobilità intelligente (sia a livello urbano ma anche regionale e nazionale) per ridurre le emissioni o processi produttivi e industriali che abbiano un impatto più moderato sull’ambiente, così da contenere i rischi per l’ecosistema e avere la possibilità di non subire gravi e irreversibili danni.

Link utili sul riscaldamento globale
L’Ipcc (Intergovernmental Panel for Climate Change) è un gruppo di lavoro composto da scienziati di tutto il mondo per indagare sul fenomeno del cambiamento climatico e sulle sue cause voluto dalle Nazioni Unite. Presenta dal 1990 rapporti sul cambiamento climatico con particolare attenzione al riscaldamento globale e alle cause e rimedi da mettere in campo a livello planetario. Inoltre ha presentato il 30 marzo 2014 la seconda parte del quinto rapporto di valutazione che sarà completato a ottobre 2014 e servirà da base per la conferenza di Parigi del 2015, da cui ci si attendono misure per contrastare il cambiamento climatico. Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) è un ente di ricerca senza scopo di lucro finanziato dai Ministeri interessati nell’ambito del Programma Strategico Nazionale della ricerca. Si pone l’obiettivo di realizzare in Italia un “Centro di eccellenza sullo studio integrato di temi riguardanti i cambiamenti climatici”. Inoltre si pone come punto di riferimento istituzionale sia nazionale che internazionale in grado di supportare a livello tecnico-scientifico istituzioni, aziende pubbliche sulla tematica. Climate Action è il portale della Commissione Europea sulle tematiche ambientali che si occupa della prevenzione dei danni prodotti dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale agli ecosistemi e in particolare all’uomo.
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