Collegamenti sponsorizzati

Rifiuti urbani

Gestire i Rifiuti urbani

Gestire i Rifiuti urbani
Collegamenti sponsorizzati
Il tema della gestione dei rifiuti solidi urbani è al centro dell'attenzione dei cittadini e delle istituzioni per le problematiche di ogni genere che si incontrano nel loro smaltimento, come vediamo con le numerose difficoltà in cui versano molte amministrazioni locali sommerse dai rifiuti solidi urbani in particolare nell'Italia meridionale. Sull'argomento il “Rapporto Rifiuti Urbani 2015” dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è un corposo documento composto da sette capitoli e tre appendici che è il prodotto di una articolata attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati, che si prefigge di assicurare una vastissima diffusione delle informazioni e delle conoscenze nel comparto dei rifiuti. Riportiamo alcune parti del rapporto che, a nostro parere, sono di maggior interesse.
Rifiuti urbani
I rifiuti solidi urbani (R.S.U) sono quei rifiuti che vengono raccolti in modo indifferenziato e sono quindi destinati allo smaltimento in discarica o in un inceneritore. Vediamo cosa rientra e cosa non rientra in questa categoria.
♦ Si possono conferire negli appositi cassonetti i seguenti materiali:
⇒ Scarti di cucina (ove non presente la raccolta differenziata).
⇒ Piccoli imballaggi di materiale vario (plastica, legno, carta accoppiata ad altre sostanze), cassette di plastica.
⇒ Carta sporca.
⇒ Cocci di ceramica e porcellana (piatti, tazze, ecc.), piccoli oggetti di uso domestico inservibili.
⇒ Stoviglie e bicchieri di plastica e vasetti dello yogurt, sottovasi, borse plastica, polistirolo, materiali in plastica eccetto contenitori per liquidi.
⇒  Pannolini.
⇒  Cosmetici.
⇒ Siringhe e aghi con ago protetto.
⇒ Cartucce per inchiostro, toner.
♦ Non si possono conferire invece i seguenti materiali:
⇒  Oggetti voluminosi.
⇒  Rifiuti vegetali.
⇒  Rifiuti riciclabili (vanno negli appositi contenitori di vetro, alluminio, carta, plastica).
⇒  Metalli.
⇒  Rifiuti speciali provenienti da attività produttive.
⇒  Contenitori con il simbolo teschio e/o fiamma.

Rifiuti urbani: Variazione produzione e differenziata
L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ha presentato il “Rapporto Rifiuti Urbani - Edizione 2015”, in cui sono presenti molteplici e importanti dati sui rifiuti urbani nel nostro paese. Questo Rapporto fornisce i dati, relativi all’anno 2014, sulla produzione e gestione dei rifiuti urbani, a livello nazionale, regionale e provinciale e sull’import/export. Con 6 anni di ritardo abbiamo raggiunto il livello obbligatorio dal 2008. Nel 2014, la percentuale di raccolta differenziata è arrivata al 45,2% (13,4 milioni di tonnellate) con un aumento del 3% rispetto al 2013.  Nel contempo l'obiettivo è però salito al 65%, con una continua rincorsa, anche se il trend di miglioramento continua. Il Rapporto rifiuti Ispra 2015 contiene dati che fotografano una situazione in chiaroscuro, con un paese che insegue una maggiore efficienza ma si concentra più sulla raccolta che sul riuso dei materiali. Il problema non è tanto legato al costo della differenziata (è vero che cresce, ma inserendo nel calcolo i danni e i costi evitati i benefici salgono), ma alla mancata chiusura del ciclo. Ci ritroviamo con una percentuale troppo alta di materiali raccolti che non viene riutilizzata per mancanza di impianti. Allo scopo di raggiungere gli obiettivi di legge (per averne i relativi benefici economici della corretta raccolta) è necessario investire in ricerca e innovazione di sistema.
Dal Rapporto ISPRA 2015, con particolare riferimento alla raccolta differenziata, si evince che
"I valori pro capite  confermano la crescita della raccolta nel Centro Italia: 223 chili per abitante per anno (+23 chili rispetto al 2013), leggermente superiore al dato nazionale (221 chili per abitante per anno). Al Nord si raccolgono 281 chili per abitante per anno (+15 chili rispetto al 2013), mentre al Sud sono 139 chili per abitante per anno (+10 chili)".
Ad aver raggiunto quota  65% di raccolta differenziata mettendosi in regola con la legge sono il  Veneto e il Trentino Alto Adige, seguono Friuli Venezia Giulia (60,4 %) e Marche (57,6 %). Percentuali di raccolta inferiori al 20% si registrano in Calabria (18,6%) e in Sicilia (12,5%). Per quanto riguarda le città, in testa troviamo Venezia (52,2%), Verona (50,6%) e Milano (che sfiora il 50% con un balzo di 7,4 punti rispetto al 2013).
Bene la raccolta dell'organico: più 9,7% per un totale di 5,7 milioni di tonnellate. Per carta e cartone si arriva a quasi 3,2 milioni di tonnellate (più 3,4%). I rifiuti rappresentano anche un indicatore economico e nel 2014 rivelano un timido accenno di ripresa dei consumi: il totale degli urbani sale a 29,7 milioni di tonnellate, più 0,3% (83 mila tonnellate) rispetto all'anno precedente. Un piccolissimo spostamento ma una netta inversione di trend visto che tra il 2010 e il 2013 si era misurato un calo dell'8,9% (2,9 milioni di tonnellate).
L'aumento della produzione di rifiuti è concentrato nel Nord Italia (1,4%), mentre nel Centro e nel Sud si registra una decrescita, rispettivamente dello 0,3% e dello 0,9%. Per quanto riguarda le regioni, l'incremento maggiore è stato misurato nelle Marche (4,2%) e in Piemonte (2,3%). In contrazione Basilicata (-3,1%),  Lazio (-2,5%),  Molise e  Calabria (-2,4%). Dal punto di vista dei numeri assoluti infine la classifica è guidata dall'Emilia Romagna (636 chili per abitante), seguono Toscana (601), Liguria (568) e Valle d'Aosta (555). In coda troviamo  Molise (387 chili), Calabria  (410) e Sardegna (436).

Area Geografica Raccolta Differenziata NORD 56.68 CENTRO 40.82 SUD 31.26 ITALIA  
In sintesi per la raccolta differenziata rifiuti si rileva che in alcune regioni settentrionali ha toccato livelli equivalenti a quelli raggiunti nei paesi più virtuosi dell'Europa e indicati dall’Unione europea. Sul territorio nazionale la raccolta differenziata si attesta al 45,21 % nel 2014. Il nord rimane la zona geografica con più differenziata con una percentuale di raccolta complessiva che supera il 56%, mentre centro e sud si raggiungono rispettivamente 40,82 % e 31,26%.

Per approfondire: Rapporto rifiuti urbani 2015 dell'Ispra.
Stampa, invia via email, segnala nei tuoi social network



Lascia un commento su questa pagina:

Nome (Richiesto)
E-mail (Richiesta, non sarà pubblicata)
    Riscrivi le lettere visualizzate sulla sinistra

Collegamenti sponsorizzati

Argomenti Correlati

Raccolta differenziata

Si definisce "Raccolta differenziata" il sistema di raccolta rifiuti solidi ...

Riciclaggio

Il riciclaggio dei rifiuti è una risposta intelligente di smaltimento dei ...

Rifiuti

I rifiuti sono spesso un problema che affligge i cittadini e i loro governi, ...


Cerca nella tua Regione
Cerca nella tua Provincia
Collegamenti sponsorizzati

Dati societari art. 42 Legge 88/2009
Scarica gratis il video 'Trovare clienti su internet' Scarica gratis la video lezione "Trovare clienti su Internet" Trova clienti su internet

Questo sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni.
Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Leggi informativa

Chiudi e accetta