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Rifiuti elettronici

Rifiuti elettronici: Come gestirli

Rifiuti elettronici: Come gestirli
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La gestione dei rifiuti elettronici o elettrici provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), deve essere fatta da chi li possiede e che voglia disfarsene in quanto: obsoleti, di vecchia tecnologia, inutilizzati, danneggiati o comunque destinati all'abbandono. Trattiamo della gestione dei rifiuti elettronici o elettrici, delle modalità operative della raccolta, trattamento e smaltimento, degli obblighi a cui sono soggetti i produttori; segnaliamo anche i link di aziende che se ne occupano.
Rifiuti elettronici: Quali sono
Negli ultimi anni si sta ponendo all’attenzione delle autorità competenti il problema dello smaltimento rifiuti elettronici (detti anche “spazzatura tecnologica”), in funzione dell’incessante aumento della quantità di rifiuti elettronici ed elettrici dovuto alla loro dismissione che è triplo rispetto ai normali rifiuti solidi urbani e con una produzione annuale per singolo cittadini di 20 kg. A tale proposito l’Unione europea ha emanato le direttive europee 2002/96/CE e 2008/34/CE, recepite dall’Italia con il sistema per la raccolta separata del Rifiuto da Apparecchiature Elettrico ed Elettronico (RAEE) mediante il D.Lgs.151/2005 e successive modifiche e integrazioni; per ottemperare alle disposizioni del decreto i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche devono organizzare e finanziare la raccolta separata e la gestione dei Raee che immettono sul mercato Italiano. I Raee rientrano nella categoria dei rifiuti speciali e possiamo definirli come un rifiuti provenienti da apparecchiature, strumenti e dispositivi, alimentati da corrente elettrica o campi elettromagnetici, come frigoriferi, scalda-acqua, piccoli e grandi elettrodomestici, televisori, personal computer, telefoni cellulari, prodotti di elettronica di consumo, giocattoli e lampadine al neon o a risparmio energetico. Tali prodotti vengono comunemente adoperati tutti i giorni e quando si rompono o li vogliamo sostituire per i più svariati motivi, diventano rifiuti che vanno gestiti e smaltiti in maniera corretta per non danneggiare l’ambiente, infatti contengono metalli pesanti e numerose sostanze inquinanti. Il D.Lgs.151/2005 prevede differenti modalità di gestione e di finanziamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nel momento in cui queste terminato il loro ciclo di vita diventano Raee, a seconda che esse vengano considerate Raee domestici (B2C) oppure Raee professionali (B2B). La distinzione tra un’apparecchiatura casalinga (in genere si fa riferimento allo smaltimento elettrodomestici) e una professionale, senza tenere in considerazione le caratteristiche tecniche o l' utilizzo tipico del prodotto, è fatta sulla base della sua destinazione d'uso da parte dell' utilizzatore finale che ne sarà detentore alla fine del ciclo di vita. Soltanto le apparecchiature che hanno un utilizzo professionale e non sono comparabili a quelle domestiche vanno valutate Aee professionali B2B. I pericoli che possono apportare i Raee sono dovuti principalmente alla presenza di metalli pesanti e sostanze inquinanti in grado di contaminare aria, suolo e acque, come ad esempio il piombo, il mercurio, il cadmio, il cromo esavalente. Le norme attualmente in vigore dispongono che per ciascuna di queste categorie le tipologie di prodotti/applicazioni (computer, frigoriferi, tv, lampadine e altro) da avviare al riciclaggio Raee. La UE ha emanato la normativa europea 2012/19/EU sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), secondo la quale entro agosto 2018 dovrà essere recuperato l’85% del peso di questi materiali.
Il Centro di Coordinamento RAEE di Milano ha presentato il "Rapporto Annuale 2016 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia" in cui troviamo che nel 2016 la raccolta dei RAEE in Italia cresce a doppia cifra (+14%) e aumentano i Centri di Raccolta (+5,15%). La Valle d'Aosta è la Regione più virtuosa d'Italia con una media pro capite di 9,14 kg/ab, mentre il Trentino Alto Adige si distingue per diffusione dei Centri di Raccolta. La Toscana è in vetta tra le regioni del Centro, il Molise è il migliore nell’area Sud e Isole..

Rifiuti elettronici: Riciclaggio

Le norme prevedono che i prodotti in questione si devono destinare al riciclaggio Raee secondo le seguenti categorie merceologiche:
1. Grandi elettrodomestici;
2. Piccoli elettrodomestici;
3. Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
4. Apparecchiature di consumo (elettronica di consumo);
5. Apparecchiature di illuminazione;
6. Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni);
7. Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport;
8. Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infettati);
9. Strumenti di monitoraggio e di controllo;
10. Distributori automatici.
Inoltre dispongono che per ciascuna di queste categorie le tipologie di prodotti/applicazioni (computer, frigoriferi, tv, lampadine e altro) da avviare al riciclaggio Raee.

Rifiuti elettronici: Link di riferimento
Segnaliamo i link di alcune aziende/consorzi che si occupano di rifiuti elettronici e che sono tra quelli di maggiore rilevanza alivello nazionale. Sul portale del Parlamento europeo viene segnalato che nel corso del 2012 verrà emanato l'aggiornamento alla direttiva del 2003 sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Waste Electrical and Eletronics Equipment -WWEE) che avrà come novità quella di fornire ai consumatori la possibilità di restituire piccoli rifiuti elettronici ai rivenditori e inoltre ridurrà gli adempimenti burocratici per le imprese; il tutto per migliorare e far crescere la raccolta e il riciclaggio dei Raee. Gestione-Rifiuti.it è un portale dedicato al supporto per una corretta prassi nella gestione e smaltimento dei rifiuti; in particolare si occupa dello smaltimento RAEE con descrizione completa di questa attività. ReMedia è una società senza scopo di lucro per gestire correttamente i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori delle aziende nel pieno rispetto delle normative. Il portale Pubblicaamministrazione.net nella sezione Leggi e norme si occupa dello smaltimento Raee con alcuni articoli dedicati anche alla gestione Raee. Eco-Recuperi ha realizzato la prima rete nazionale che raccoglie ed avvia al riutilizzo/recupero tutti i rifiuti prodotti all’interno degli uffici, ad esempio: cartucce delle stampati, carta, raee, pile, neon; in particolare si occupa della gestione Raee. Adeco è un'azienda al servizio dell'ambiente che si occupa di consulenza ambientale e gestione rifiuti, sempre attenta al corretto smaltimento e trattamento di Raee ed alla corretta applicazione delle procedure di un sistema di gestione ambientale per i produttori iniziali di rifiuti. Centro Servizi RAEE si occupa di ritiro, recupero, trattamento e smaltimento Raee; integra e ottimizza il meglio di tutti i servizi di gestione Raee. GreenMe.it è una testata on line di informazione e di opinione su tematiche "green", con l'obiettivo di contribuire a diffondere, con ironia e praticità, comportamenti e stili di vita maggiormente attenti all'ambiente e al pianeta in cui viviamo; si occupa dei rifiuti elettronici con numerosi articoli.

Rifiuti elettronici: Norme di riferimento
Il D. Lgs 151/2005 sui rifiuti elettronici ed elettrici prevede obblighi di gestione e finanziamento per i produttori di Aee, delle operazioni di ritiro, trasporto e gestione dei Raee domestici e anche di raccolta dei Raee professionali e stabilisce misure e procedure finalizzate a:
a) prevenire la produzione di Raee;
b) promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero. in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento Raee;
c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di dette apparecchiature (esempio produttori, distributori, consumatori e operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei Raee);
d) ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Il decreto consente al distributore di conferire presso le piattaforme comunali i rifiuti ritirati dai consumatori senza alcuna spesa. Il successivo D.Lgs.65/2010 prevede che i rifiuti elettronici siano sottoposti a un nuovo regime di gestione semplificato per i Raee ritirati dai distributori, dai centri di assistenza tecnica e dagli installatori (ogni privato che acquista un apparecchio elettronico o un elettrodomestico, ha la facoltà di richiedere al venditore/fornitore/ installatore/ riparatore il ritiro dell’equivalente apparecchio dismesso). Il nuovo  D.Lgs. 49/2014 introduce un'altra opportunità per il cittadino che consente il ritiro "1 contro 0" ovvero la possibilità di consegnare gratuitamente i Raee di ridotte dimensioni al di sotto dei 25 cm. (come telefonini, smartphone, tablet, ascugacapelli, piastre per capelli, rasoi elettrici,  spremiagrumi, lettori mp3, sbattitori elettrici e altri piccoli apparecchi)  presso i rivenditori con superficie superiore a 400 metri quadri, che sono tenuti a ritirarli anche senza acquistare un altro prodotto equivalente. Inoltre il venditore provvede al trasporto dei Raee presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori, e alla previsione di cui al c. 1-bis, secondo il quale con decreto del Ministro dell’ambiente sono individuate, nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte IV del D.L.vo 152/2006, specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei Raee ritirati da parte dei distributori. Il venditore può stoccare il materiale ritirato in apposite aree fino a un peso di 3.500 kg; superato detto limite, il rifiuto deve essere conferito alle aziende di recupero o smaltimento Raee.

Rifiuti elettronici: La gestione
Al fine di adempiere agli obblighi del D.Lgs.151/05 sono stati formati dei Sistemi Collettivi per la gestione dei rifiuti elettronici ed elettrici, con l’incarico di organizzare e gestire la raccolta, il trasporto, il trattamento ed il recupero Raee sull'intero territorio nazionale. Questi  Sistemi Collettivi (normalmente organizzati in forma di Consorzi volontari) in Italia sono 15 per i Raee domestici di cui alcuni specializzati su singoli raggruppamenti di prodotti e altri che si occupano di gestire più categorie di prodotto come i Sistemi Collettivi Multifiliera. I Consorzi cominciano ad svolgere la loro attività presso i punti di raccolta (vedi isole ecologiche comunali) e chiudono il ciclo di attività solo quando i prodotti da smaltire sono stati trattati con i dovuti sistemi di sicurezza e trasformati in materie prime secondarie. I consorzi armonizzano e controllano tutte le attività indispensabili a trattare e recuperare le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, facendo in modo che il sistema realizzi tutte le attività attribuite con la massima efficienza, in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente.
Più in dettaglio la gestione Raee è individuabile fondamentalmente in quattro fasi:
1) “Raccolta”- dopo che gli apparecchi elettrici o elettronici hanno finito il loro ciclo di lavoro e chi li usa se ne vuole disfare diventano rifiuti e quindi devono essere vanno raccolti e gestiti nel rispetto di quanto stabilito dal d D.Lgs.151/05. La raccolta Raee viene effettuata selezionando i materiali in cinque raggruppamenti:
R1 - freddo e clima
R2 - altri grandi bianchi
R3 - tv e monitor
R4 - elettronica di consumo, informatica, piccoli elettrodomestici, giocattoli, apparecchi per l’illuminazione
R5 - sorgenti luminose
Terminata l’operazione di raggruppamento i Raee sono raccolti dai Sistemi Collettivi e conferiti nei Centri raccolta Raee e in seguito conferiti negli impianti di trattamento.
2) “Messa in sicurezza”- per la gestione Raee è necessario tutelare l’ambiente mettendo in sicurezza questi materiali in cui ci possono essere sostanze pericolose come i CFC (clorofluorocarburi) dei frigoriferi che contribuiscono ad allargare il buco dell’ozono o sostanze a base di fosfori dei monitor. E’ pertanto necessario che gli impianti siano in grado di ricevere e stoccare adeguatamente i Raee conformemente alle norme (superfici impermeabili e relativo sistema di raccolta di acqua piovana, decantatori e depuratori ove richiesto, tettoie per protezione dalla pioggia). In questa fase, che precede il trattamento, si opera per la  divisione dei materiali con l’obiettivo di rimuovere e radunare i componenti pericolosi per l’ambiente (liquidi vari, condensatori contenenti PCB, componenti con mercurio, batterie, cavi elettrici di varia natura) che vengono divisi e inviati agli impianti di smaltimento autorizzati.
3) “Trattamento”- il trattamento Raee si effettua in centri convenientemente attrezzati e autorizzati alla gestione Raee usando le migliori metodologie offerte dal mercato. Le attività di trattamento prevedono lo smontaggio dei sotto-assiemi, la separazione preliminare dei materiali di lavorazione meccanica per il recupero dei materiali.
4) “Recupero”- la norma prevede che i sistemi collettivi devono tendere al raggiungimento di obiettivi stabiliti per il recupero Raee trattati in percentuale rispetto al peso medio per apparecchio e/o componente. Alcune apparecchiature possono venir riutilizzate e rimesse sul mercato dopo appropriati test di funzionamento.

Rifiuti elettronici: Obblighi dei produttori e sanzioni
Il decreto di cui sopra prevede ancora di tenere sotto controllo la gestione Raee e richiede di individuare le quote di mercato in base alle quali possono essere ripartiti gli oneri di gestione del sistema tra i produttori. Per questo è stato istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, il Registro Raee che è valido per tutto il territorio nazionale e nel quale sono individuati i soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione Raee. Il produttore di Aee è soggetto agli obblighi di finanziamento del sistema e può immettere sul mercato queste apparecchiature solo se iscritto alla Camera di Commercio territorialmente competente.
L’obbligo d’iscrizione al Registro Raee riguardi i produttori che:
♦ fabbricano e vendono Aee recanti il loro marchio;
♦ rivendono con il proprio marchio Aee prodotte da altri fornitori; il rivenditore non è considerato "produttore" se l'apparecchiatura reca il marchio del produttore a norma del punto 1;
♦ importano o immettono per primi, nel territorio nazionale, Aee nell'ambito di un'attività professionale e ne opera la commercializzazione, anche mediante vendita a distanza;
♦ producono Aee destinate esclusivamente all'esportazione: quest'ultimo considerato produttore solo ai fini dell'obbligo della progettazione dei prodotti e delle comunicazioni annuali e dell'iscrizione al registro dei produttori.
Le sanzioni previste sono le seguenti:
• "da 150 a 400 € "per il rivenditore che non ritira l'usato senza sovrapprezzo;
• "da 30.000 a 100.000 " per i produttori che non si occupano dei sistemi di raccolta Raee;
• "da 2.000 a 5.000 " per mancata informazione agli acquirenti;
• "da 200 a 1.000 €" ad apparecchio per chi immette sul mercato apparecchiature elettriche o elettroniche senza il simbolo di raccolta separata.

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