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Riduzione rumore

Riduzione rumore luoghi di lavoro

Articolo aggiornato il 10-05-2019

Riduzione rumore luoghi di lavoro
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Il rumore possiamo definirlo come un fenomeno acustico, con la caratteristica dell’irregolarità e con effetto sgradevole, fastidioso o insopportabile per l’uomo; che si propone come un problema di notevole rilevanza in quanto coinvolge gli ambiti sanitario, economico e sociale. In presenza del rischio rumore negli ambienti lavorativi il datore di lavoro è obbligato a intervenire per ridurlo e tenerlo sotto controllo con l'adozione di specifiche misure tecniche, organizzative e procedurali. Vediamo come ridurre il rumore anche con l’aiuto del Manuale operativo del Ministero del Lavoro denominato “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”.
 
Riduzione rumore
Uno degli effetti negativi più importanti, dovuto alla presenza del rumore nei luoghi di lavoro, è certamente quello dell’ipoacusia malattia professionale o tecnopatia (tra le più denunciate e riconosciute dall’Inail) che provoca la menomazione dell’udito, con riflessi negativi sia sul lavoro che nella vita quotidiana. Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione alle problematiche dovute alle tecnopatie da rumore e si è sviluppata una maggiore consapevolezza sulla necessità di ridurre il rumore per prevenire i danni uditivi nei settori industriali tradizionali e, più in generale, per realizzare ambienti di lavoro ergonomici considerato che il rumore costituisce uno dei fattori di rischio che impediscono un'adeguata fruibilità dei luoghi di lavoro. In particolare il maggiore disagio si avverte negli ambienti lavorativi dove si effettuano attività che hanno bisogno di concentrazione, riservatezza, intelligibilità delle conversazioni e non interferenza nelle comunicazioni (centri di ricerca, uffici, scuole, università, …..).
 
Articolazione del Manuale operativo riduzione rumore
Il Manuale operativo denominato “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”, approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro a novembre 2012, mette a disposizione di tutti coloro che ne sono interessati informazioni, metodologie e interventi utili per garantire il pieno controllo del rischio rumore in tutti i principali comparti produttivi. 
Il documento è articolato su due livelli per facilitarne la comprensione e l’accesso alle informazioni, uno di carattere generale e l’altro di carattere tecnico:
- “Primo Livello”: ispirato alla “massima semplicità di lettura e chiarezza di contenuti”, è rivolto alla “generalità dei destinatari e non richiede particolari conoscenze di acustica”. “Dopo i primi due capitoli di carattere prevalentemente introduttivo, il testo affronta in successione gli argomenti legati ai luoghi di lavoro ed alle macchine. I capitoli 3 e 4 entrano nel merito dell’applicazione delle linee guida nei luoghi di lavoro, con il capitolo 3 che introduce il lettore ai criteri acustici generali di progettazione e bonifica degli edifici industriali stabiliti dalle attuali norme tecniche e di legge, ed il capitolo 4 che affronta con specifici approfondimenti alcune particolari tipologie di destinazione d’uso (uffici, attività commerciali, ambienti scolastici, ambienti comunitari e di pubblico spettacolo e strutture sanitarie). In modo analogo i capitoli 5 e 6 analizzano le macchine, le attrezzature e gli impianti, con il primo che tratta la problematica dei criteri acustici di acquisto, mentre il secondo affronta la bonifica acustica. Il testo introduce poi il lettore al collaudo acustico in opera degli interventi di controllo del rumore e presenta la bibliografia generale”;
- “Secondo livello”: articolato in 30 Schede per l’approfondimento tecnico e gestionale degli argomenti trattati nel primo livello; si citano ad esempio le Schede di acustica fisica generali utili per comprendere il fenomeno acustico in tutte le sue articolazioni (generazione, propagazione, assorbimento e isolamento), le Schede riguardanti i criteri di scelta e collaudo delle metodologie attualmente disponibili per la riduzione del rumore, la Scheda sulla scelta del consulente tecnico, la Scheda contenente le bonifiche effettuate sul territorio ed i risultati raggiunti in termini di efficacia acustica e di costo.
Il secondo livello verrà implementato in seguito con aggiornamenti quando questi si renderanno necessari.

Valutazione rischio rumore 
La norma vigente sul rumore è il D.Lgs.81/08 che nel Titolo VIII e nei suoi Capi I e II “stabilisce le modalità esecutive ed i requisiti della valutazione del rischio e del Documento di Valutazione del Rischio, e che si propone di identificare le azioni che permettano la riduzione del rischio per una sua corretta gestione (controllo del rischio)”. La valutazione rischio rumore deve consentire di: 
- “identificare le sorgenti/attività sulle quali attuare misure tecniche, organizzative o procedurali per il controllo del rischio, individuando le modalità ottimali di intervento; 
- definire i livelli di esposizione personale al rumore (LEX) e le condizioni accentuanti il rischio (in particolare: presenza di rumori impulsivi, di lavoratori particolarmente sensibili, di sostanze ototossiche e di vibrazioni) al fine di identificare i lavoratori destinatari di protocolli specifici di prevenzione (controlli sanitari, esigenze di informazione/formazione, fornitura/obbligo d’uso dei Dpi uditivi); 
- valutare dell’efficienza e dell’efficacia dei Dpi uditivi
- identificare i luoghi di lavoro su cui si applicano protocolli specifici di prevenzione”.
Questo tipo di valutazione del rischio “pone realmente il datore di lavoro in condizione di decidere le azioni da intraprendere per mettere il rischio sotto controllo, indicando il programma operativo conseguente”.
In sintesi si può definire la valutazione del rischio rumore un “processo tecnico che, partendo dalla conoscenza della rumorosità presente nella realtà produttiva oggetto della valutazione, è finalizzato alla riduzione ed al controllo dei rischi attraverso l'adozione di specifiche misure tecniche, organizzative e procedurali”. 
Dalla valutazione del rischio rumore il datore di lavoro può trarre tutte le indicazioni per approntare le misure per la riduzione dell’impatto acustico e del relativo rischio per i lavoratori.

 
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