Collegamenti sponsorizzati

Riciclare plastica

Perché riciclare la plastica

Perché riciclare la plastica
Collegamenti sponsorizzati
La plastica è un prodotto artificiale, messo in commercio solo poche decine di anni addietro e non biodegradabile, che deriva totalmente dal petrolio. Il suo utilizzo è diffuso in ogni settore produttivo o domestico ed è uno dei maggiori componenti dei rifiuti solidi, ciò ha causato un notevole aumento di rifiuti in plastica. Trattiamo delle materie plastiche, di come riciclare plastica e indichiamo i link di aziende e associazioni che si occupano del riciclo plastica.

Riciclare plastica: Le materie plastiche
Le materie plastiche sono spesso adoperate negli imballaggi e non sono biodegradabili, per questo creano notevoli problemi per il loro smaltimento dovuto anche alla loro grande quantità e alla loro diffusa presenza; le troviamo in molti oggetti e materiali comunemente utilizzati e sotto differenti strutture e composizioni; per questo è importante cercare riciclarli nella maggiore quantità possibile. Molti tipi di plastica sono agevolmente riciclabili, mentre per altri bisogna usare modalità di smaltimento abbastanza complicate. Non è possibile mischiare tra loro le diverse materie plastiche provenienti dai rifiuti, ma è possibile separarle tramite appositi impianti che lavorano adoperando liquidi aventi densità diverse e che permettono di dividere i tipi di plastica con l’affondamento o il galleggiamento. Negli ultimi anni il nostro paese è uno dei principali produttori mondiali di “bioplastica”, prodotto più facilmente biodegradabile e che proviene da materie prime vegetali. Per effettuare lo smaltimento plastica la migliore modalità ad oggi è quella del “riciclo della plastica” modo con cui è possibile recuperare e rimettere sul mercato diversi tipi di plastica.
Il riciclo della plastica è un settore a se stante nell’ambito di tutto il riciclo dei rifiuti, che ci permette, effettuando una serie di operazioni sui questi materiali, di ottenere nuovo materiale da reinserire nei processi produttivi.
Vediamo alcuni materiali plastici riciclabili tra quelli più comunemente adoperati:
•  Tutti i contenitori marcati PE, PET e PVC    
•  I contenitori per liquidi
•  Le bottiglie per bevande
•  I piatti e i bicchieri monouso (dal 1 maggio 2012, ma sono escluse le posate monouso)
•  I tappi delle bottiglie per bevande
•  I contenitori per shampoo, bagnoschiuma e detersivi
•  I flaconi per prodotti dell'igiene personale e della pulizia della casa
•  Le confezioni per alimenti
•  Spruzzini e dispenser
•  Involucri di patatine, snack, merendine o pasta
•  Le vaschette per l'asporto di cibi
•  Le borse di nylon
•  Il polistirolo espanso degli imballaggi
Mentre non si possono riciclare questi materiali plastici:
- i contenitori che non recano le sigle PE, PET e PVC
- i contenitori che presentano resti di materiali organici come alimenti, vernici o colle
- i giocattoli
- gli articoli per la casa
- le custodie per cd, le musicassette e le videocassette
- le posate monouso
- i rifiuti ospedalieri
- i tubetti di dentifricio
- le bottiglie di olio
- le grucce per abiti.

Riciclare plastica: Siti web di riferimento
Tra i consorzi e le associazioni che si interessano di  riciclo della plastica ne indichiamo alcune di rilievo a livello nazionale, fornendo i link dei loro siti web. Corepla è il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica al quale aderiscono sia i produttori di materie plastiche che le aziende trasformatrici di imballaggi in plastica, la sua sede è a Milano. Lo scopo primario del Consorzio è quello di aumentare l'attività di raccolta, recupero e riciclo plastica per gli imballaggi e per i contenitori in plastica per liquidi. Assorimap - Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di Materie Plastiche – ha lo scopo di rappresentare le aziende che riciclano o rigenerano materie plastiche pre-consumo e post-consumo, nell'ambito dei consorzi nazionali previsti dalla legge e in altri ambiti pubblici e privati. Le aziende riciclatrici che aderiscono all’associazione che rimettono nel ciclo produttivo scarti, rifiuti o avanzi di materie plastiche rigenerati o riciclati, trattano circa l'80% dell'intera quantità prodotta a livello nazionale; inoltre aderisce all'Associazione Europea dei Riciclatori di Materie Plastiche EUPR - European Plastic Recyclers e figura tra i fondatori di UNIRE - Unione Nazionale Imprese Recupero. Co.N.I.P - Consorzio Nazionale Imballaggi Plastica - che si occupa di casse in plastica a fine ciclo vita raccolte su superficie privata con lo scopo principale di ridurre l'impatto ambientale effettuando il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi rigidi secondari e terziari in materiale poleolefinico, prodotti su tutto sul territorio nazionale; fornisce informazioni agli utenti di imballaggio in materiale plastico (in particolare i consumatori del loro ruolo e dei diversi sistemi di raccolta e di recupero disponibili); si trova a Gubbio in provincia di Perugia. Polieco - Consorzio per il Riciclaggio dei rifiuti di beni a base di polietilene - è un di natura no-profit e sono obbligati ad aderirvi i produttori e gli importatori, gli utilizzatori ed i distributori, i riciclatori ed i recuperatori di rifiuti, oltre ai soggetti che intendano essere coinvolti nella gestione dei rifiuti stessi di beni a base di polietilene. Si pone come obiettivo la razionalizzazione, l’organizzazione, la gestione, la raccolta ed il trattamento dei rifiuti di prodotti a base di polietilene per raggiungere un più alto livello di recupero e riciclaggio degli stessi rifiuti di beni a base di polietilene; svolge la sua attività su tutto il territorio nazionale promuovendo una serie di attività che spaziano dalla promozione della gestione dei flussi, all’attività di intermediazione; dal monitoraggio, alla formazione, sino alla fornitura di servizi di informazione legale e giuridica. L'Ippr è l'Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, è stato costituito per fornire una piattaforma di visibilità destinata ai produttori e distributori di plastiche da riciclo e dei relativi articoli. Il suo obiettivo è quello di far incontrare domanda e offerta per gli acquisti verdi sia tra aziende private e sia tra queste e la pubblica amministrazione; la sede dell'Istituto si trova a Milano.

Riciclare plastica: Tipi di plastica
In commercio sono presenti molti tipi di plastica che si distinguono per l'aspetto e la destinazione d'uso, ma hanno in comune alcune caratteristiche: basso costo, leggerezza, lavabilità, malleabilità se riscaldati, riproducibilità in serie; inoltre sono particolarmente adatti per la conservazione e il trasporto degli alimenti. Tipi di plastica che trovano maggior utilizzo:
1) PET (polietilentereftalato) viene adoperato soprattutto per realizzare bottiglie per acqua minerale e altre bevande, oppure per fibre tessili per abiti.
2) PE (polietilene) è una termoplastica che con la sigla HDPE indica il  polietilene ad alta densità e con la sigla LDPE indica il polietilene a bassa densità; viene adoperato per produrre sacchetti, cassette, nastri adesivi, bottiglie, sacchi per la spazzatura, tubi, giocattoli, e altro.
3) PP (polipropilene) è usato per realizzare contenitori per alimenti, oggetti di arredamento, flaconi per i detersivi, giocattoli, moquette, mobili da giardino.
4) PS (polistirolo) è adoperato per la produzione di piatti, bicchieri, vaschette per alimenti,  posate, coppette per gelati, tappi e imballaggi.
5) PVC (polivinilcloruro) è una termoplastica che serve per produrre bottiglie, flaconi per detersivi, le pellicole per film, funi, giocattoli, componenti per automobili, vaschette per le uova, tubi, porte, finestre e piastrelle.

Riciclare plastica: Come fare
Per fare un corretto smaltimento plastica a monte del riciclo della plastica è necessario fare la raccolta differenziata che si può effettuare in modalità “monomateriale” o “multi materiale”; in seguito è possibile recuperare la plastica stessa dalla quale si realizzano nuovi prodotti. Tra i principali motivi che ci pressano per l’effettuazione del riciclo plastica c’è quello del lungo lasso di  tempo che occorre per biodegradare quasi tutti i materiali in plastica (mediamente debbono passare diversi secoli). Dopo la raccolta differenziata, la plastica viene trasferita negli impianti di prima selezione e trattamento; nei quali viene separata da altre frazioni e impurità, e in seguito divisa a secondo della tipologia di polimero. I metodi per il riciclo della plastica sono generalmente due:
1. il “riciclaggio meccanico” che quello più comunemente adoperato e nel quale la plastica non più utilizzata viene trasformata in scaglie o granuli da cui nasceranno nuovi prodotti (la qualità degli oggetti e dei materiali prodotti sarà superiore a seconda delle caratteristiche di omogeneità della plastica di partenza); viene realizzato principalmente con la rilavorazione termica o meccanica dei rifiuti plastici;
2. il “riciclaggio chimico” che prevede il ritorno alla materia prima di partenza mediante la trasformazione della plastica usata in monomeri di qualità equiparabile rispetto a quelli vergini, che sarà possibile adoperare di nuovo nella produzione di manufatti (rottura delle catene dei polimeri per raggiungere i monomeri di partenza).
Quella modesta parte di materiale plastico che non è possibile riciclare, si può, dopo adeguati trattamenti di selezione e triturazione, avviare agli impianti di termovalorizzazione utilizzandola come combustibile (CDR) per la produzione di energia (il potere calorifico della plastica è equivalente a quello del carbone), ovvero adoperarla nei processi industriali (come nei cementifici) e per la produzione di energia termoelettrica.

Riciclare plastica: Curiosità
• La plastica recuperata si può trasformare in energia: con una bottiglia di plastica si può tenere accesa una lampadina di 60 watt per un'ora, con 25 bottiglie di plastica 300 lampadine da 100 W per 1 ora.
• Per lo smaltimento naturale delle carte telefoniche ci vuole un millennio.
• Senza l’utilizzo della plastica le automobili peserebbero mediamente 200 kg in più.
• I contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile che restano nell'ambiente impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere degradati.
• Con 20 bottiglie di plastica è possibile fare un pile.
• Una bottiglia di plastica dispersa sul terreno può resistere da 100 a 1000 anni.
Stampa, invia via email, segnala nei tuoi social network



Lascia un commento su questa pagina:

Nome (Richiesto)
E-mail (Richiesta, non sarà pubblicata)
    Riscrivi le lettere visualizzate sulla sinistra

Collegamenti sponsorizzati

Argomenti Correlati

Sicurezza Ambientale

La "sicurezza ambientale" è indispensabile per evitare inquinamenti o ...

Riciclaggio

Il riciclaggio dei rifiuti è una risposta intelligente di smaltimento dei ...

Rifiuti

I rifiuti sono spesso un problema che affligge i cittadini e i loro governi, ...


Cerca nella tua Regione
Cerca nella tua Provincia
Collegamenti sponsorizzati

Dati societari art. 42 Legge 88/2009
Scarica gratis il video 'Trovare clienti su internet' Scarica gratis la video lezione "Trovare clienti su Internet" Trova clienti su internet

Questo sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni.
Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Leggi informativa

Chiudi e accetta