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Raccolta olio esausto

Vantaggi dalla raccolta olio esausto dei motori

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A cosa ci riferiamo quando parliamo di raccolta e smaltimento di olio motore usato o esausto? Questo tipo di rifiuto, se lasciato tal quale, risulta altamente pericoloso per l’ambiente, ma se ben utilizzato può essere una utile risorsa per l’economia del nostro Paese. Per raggiungere questo obiettivo bisogna fare in modo che l’olio lubrificante usato venga raccolto e successivamente  rigenerato diventando un nuovo prodotto da immettere sul mercato, in grado di produrre notevoli vantaggi economici.



Raccolta olio esausto
Tutti i motori a combustione interna per di auto, moto, veicoli industriali e agricoli, mezzi navali e i macchinari industriali hanno bisogno di essere lubrificati per funzionare, con oli che in genere sono a base minerale o sintetica. L’olio lubrificante per motori endotermici viene utilizzato da milioni di persone che ogni giorno si muovono su veicoli di ogni genere, esso è indispensabile per i motori a combustione interna in quanto riduce gli attriti tra le parti meccaniche in movimento. Questi motori con il passare del tempo consumano e deteriorano l’olio che così perde le caratteristiche chimico-fisiche per cui era stato impiegato che lo rendono non più idoneo a continuare il servizio e per questo occorre sostituirlo regolarmente. Ma dove finisce l’olio motore usato una volta sostituito con quello nuovo?  Se ne occupa il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati  (COOU), struttura pubblico/privata, che garantisce in tutta Italia la raccolta e il riciclo dell’olio lubrificante usato e promuove iniziative di informazione verso i cittadini per indurli a tenere comportamenti ambientali più consapevoli, ed è riuscito a raggiungere buoni risultati contribuendo anche se in maniera modesta al miglioramento dell’economia nazionale. Il COOU effettua questa attività con 70 aziende, ed ha raggiunto, in 29 anni di attività, una raccolta di oltre 4.90 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, di cui 4.34 milioni di tonnellate sono state rigenerate producendo 2.40 milioni di tonnellate di oli base. Il COOU non si limita alla raccolta solo per le aziende di filiera, ma svolge questa attività anche i normali cittadini che possono usufruire del servizio di raccolta gratuito del Consorzio per un piccolo quantitativo d’olio lubrificante usato, oppure possono rivolgersi a punti di raccolta presenti nel proprio comune. Una volta raccolto, l’olio viene analizzato per stabilirne la giusta destinazione. La normativa vigente prevede che i lubrificanti raccolti devono essere smaltiti in via prioritaria tramite rigenerazione che generalmente porta alla produzione di nuove basi lubrificanti con caratteristiche identiche a quelle dell’olio prodotto direttamente dalla lavorazione del greggio; in altri casi si può procedere alla combustione o al coincenerimento. Nel caso in cui la natura dell’olio lubrificante usato non permette l’utilizzo delle modalità di cui sopra lo stesso deve essere incenerito o stoccato in depositi permanenti.
Deve essere tenuto in considerazione il fatto che l’olio lubrificante usato è un tipo di rifiuto di grande pericolosità, in grado di provocare notevolissimi danni all’ambiente se disperso non correttamente, tra cui l’inquinamento delle falde acquifere, in ragione del suo stato liquido. Nel caso in cui viene sversato nei corsi d’acqua o in mare, forma una specie di filtro che impedisce il passaggio dell’ossigeno, interrompendo di conseguenza il ciclo della vita sottomarina, il cui primo risultato è la moria di pesci; altri pesanti danni si possono avere quando questa acqua inquinata viene usata anche per irrigare i terreni coltivati  distruggendo raccolti e creando danni diretti alla  salute dei cittadini. Inoltre se viene bruciato non correttamente l’olio motore usato immette nell’atmosfera sostanze inquinanti che possono provocare intossicazioni e malattie. Quattro Kg di olio motore usato (cambio dell’olio di un’autovettura) se sversati in uno specchio d’acqua inquinano una superficie equivalente alle dimensioni di un campo di calcio.

Classificazione olio lubrificante usato

Dopo la raccolta si possono percorrere diverse strade per il corretto smaltimento oli usati, che si distinguono  in genere nelle seguenti categorie:
l’olio chiaro, di origine industriale e scarsamente deteriorabile con l'uso, agevolmente rigenerato con un facile processo di purificazione effettuato tramite filtraggio e/o centrifugazione;
 - l’olio scuro, proveniente in particolare dalla lubrificazione di motori per automobili, che nel suo utilizzo viene sottoposto a condizioni meccaniche e termiche molto gravose, alle quali è riempito di metalli, di residui di combustione e di ossidati.
E’ bene ricordare che questo tipo di olio  non può essere mescolato con olio esausto solubile e/o altro fluido di lavorazione acquosa, olio vegetale usato per friggere o miscela acqua-idrocarburi, per i quali si usano metodi totalmente diversi nelle attività di raccolta e smaltimento.

Rigenerazione dell’olio lubrificante usato
L’olio lubrificante usato se trattato correttamente può passare dallo stato di rifiuto a quello di risorsa economica, il processo per raggiungere questo obiettivo è la rigenerazione. In questo settore l’Italia è diventato un punto di riferimento a livello internazionale, esportando la tecnologia diella "riraffinazione". In Italia la rigenerazione dell'olio usato viene effettuata attraverso tre processi a tecnologia avanzata: disidratazione, deasfaltazione/frazionamento e raffinazione finale dei distillati ottenuti.
Riportiamo di seguito sulla rigenerazione dell’olio lubrificante usato quanto presente nel sito del COOU.
La rigenerazione è il processo che meglio valorizza l’olio usato raccolto, perché consente di trasformarlo in una base lubrificante rigenerata, con caratteristiche qualitative simili a quelle degli oli prodotti direttamente dalla lavorazione del greggio. La rigenerazione ha anche un alto rendimento: da 100 kg di olio usato si possono ottenere circa 65 kg di olio base rigenerato e 20/25 kg di gasolio e bitume, consentendo così un risparmio significativo sulla bolletta energetica italiana. Infatti circa il 25% del mercato delle basi lubrificanti in Italia è costituito da basi rigenerate.
Nel primo processo l’olio usato viene riscaldato a 140° e distillato in una colonna sottovuoto nella quale si separano l’acqua e gli idrocarburi leggeri. Il prodotto disidratato viene poi distillato: le impurità dell’olio rimangono sul fondo e, contemporaneamente, vengono separate frazioni oleose a diversa viscosità. Le frazioni ottenute e il gasolio vengono poi “idrofiniti” in un impianto catalitico ad alta pressione. Attraverso l’hydrofinishing l’olio e l’idrogeno vengono portati in temperatura in un forno di riscaldamento; successivamente, passano in un reattore contenente il catalizzatore che favorisce l’eliminazione delle sostanze insature (sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente). All’uscita del reattore si separano due fasi: una gassosa e una liquida; la prima viene lavata con acqua, la seconda viene trattata con vapore. Dopo il trattamento, l’acqua contenuta nell’olio viene eliminata in un essiccatore sotto vuoto. Il risultato finale della lavorazione è un olio trasparente con bassissimo contenuto di zolfo e polinucleari aromatici.
Nel secondo processo si utilizzano due impianti in serie per rimuovere l’acqua e gli idrocarburi leggeri; successivamente l’olio passa in un impianto di deasfaltazione con propano dove vengono eliminati i composti più pesanti che, opportunamente fluidificati, trovano impiego come componenti per bitumi. L’olio deasfaltato viene poi distillato in una frazione di testa, quattro frazioni laterali e in una frazione di fondo colonna. Il prodotto finale, ulteriormente depurato dai residui, viene poi avviato all’hydrofinishing come nel sistema precedente.
Il terzo trattamento si distingue in due fasi: la distillazione dell’olio usato e la raffinazione chimica del distillato. La distillazione viene effettuata attraverso una tecnologia costituita da evaporatori rotanti a film sottile associati a una più convenzionale colonna a piatti. Con questo trattamento si opera un frazionamento dei costituenti dell’olio usato, si recuperano le varie frazioni idrocarburiche - acqua, idrocarburi leggeri, gasolio, due distillati (medio e pesante) e un residuo bituminoso - e si procede alla separazione dei residui bituminosi. I due distillati ottenuti (medio e pesante) vengono poi avviati alla raffinazione chimica i cui prodotti finali  costituiscono le basi per la produzione di oli lubrificanti
”.

Link di riferimento su olio motore usato
Il portale Gestione-Rifiuti.it si interessa soprattutto di una corretta gestione e smaltimento dei rifiuti dei rifiuti. Tratta anche in modo approfondito della raccolta olio esausto e della successiva rigenerazione.
Rinnovabili.it è un portale d’informazione sulla tutela ambientale e sulle energie rinnovabili. Si occupa anche dell’olio lubrificante usato, con particolare riferimento ad impianti di cogenerazione che forniscono energia elettrica e termica necessarie ai processi di rigenerazione di olio esausto.
AER è un consorzio di comuni toscani che offrono servizi di raccolta differenziata e smaltimento della carta e cartone, del multi-materiale, della frazione organica, dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti non differenziabili. Si interessa anche dello smaltimento dell’ olio motore usato.
GreenStyle è un portale che si occupa di tutela dell’ambiente, energie rinnovabili e gestione /smaltimento dei rifiuti. Tra l’altro si interessa anche della raccolta olio esausto e della sua rigenerazione.
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