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Preposti alla sicurezza lavoro

Articolo aggiornato il 06-07-2017

Preposti alla sicurezza lavoro
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La figura del preposto è di notevole importanza per la sicurezza e la salute sul lavoro poiché è la più vicina ai lavoratori e ne conosce tutte le criticità nell’attività lavorativa, inoltre vigila e controlla il rispetto delle norme da parte del lavoratore nell’attività quotidiana. Ci occupiamo per i preposti sicurezza sul lavoro: delle funzioni, delle innovazioni normative, della formazione e delle sanzioni disposte dalla normativa vigente.
Preposti alla sicurezza: Chi sono e quali funzioni svolgono
Possiamo definire i preposti come quelle figure presenti e individuabili in ogni settore lavorativo, che hanno mansioni di preminenza su altri lavoratori e ne determinano le modalità operative; inoltre sono di grande rilievo per la sicurezza e la salute in materia di lavoro poiché sono i più vicini ai lavoratori e ne conoscono tutte le attività e tutti  rischi ad esse collegati. I preposti devono vigilare e controllare che il lavoratore rispetti  tutte le norme di legge e le disposizioni aziendali in tema di sicurezza lavoro. Per inquadrare al meglio tali figure nell’ambiente di lavoro possiamo portare come esempio chi svolge attività del tipo capofficina, caporeparto, caposquadra, capoarea, caposala, capocantiere, capoturno, capoufficio, ed altre. La funzione dei preposti in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro deve essere attribuita facendo riferimento alle mansioni effettivamente svolte in azienda più che a formali qualificazioni giuridiche. A parere della Suprema Corte (Corte di Cassazione sezione III penale, 27 gennaio 1999 n.1142) “il preposto, privo del potere o dovere di predisporre mezzi e strutture, svolge compiti di controllo e sorveglianza, con corrispettivi poteri organizzativi e disciplinari”:
• “è responsabile, tra l'altro, dell'attuazione delle misure di sicurezza decise dal datore di lavoro ed organizzate dai dirigenti per il concreto svolgimento dell'attività” lavorativa;
• “rende edotti i lavoratori dei rischi cui sono soggetti”;
• “vigila sull'uso dei dispositivi di sicurezza individuali”;
• “verifica se, nelle fasi di produzione, si presentino rischi imprevisti e prende le opportune cautele”;
• “deve attuare il piano di manutenzione delle macchine e predisporre verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza”.
Nella sentenza troviamo anche che “da tale coacervo di funzioni si evince che grava sul preposto, nell'alveo del suo compito fondamentale di vigilare sull'attuazione delle misure di sicurezza, l'obbligo di verificare la conformità dei macchinari alle prescrizioni di legge e di impedire l'utilizzazione di quelli che, per qualsiasi causa (inidoneità originaria o sopravvenuta), siano pericolosi per l'incolumità del lavoratore che li manovra”.

Preposti alla sicurezza:
Testo unico
In tempi più recenti con il D.lgs.81/08 (Testo unico della sicurezza) sono state definite le principali attribuzioni dei “preposti sicurezza” nell’ambito lavorativo evidenziando in particolare:  
♦ l'individuazione del ruolo che i preposti devono assolvere (articolo 2, comma 1, lettera e); 
♦ la definizione, distinta rispetto alle altre figure, delle infrazioni e delle relative sanzioni a cui possono andare incontro (articolo 56); 
♦ la previsione esplicita del “preposto di fatto" (articolo 299);                                                                      
♦ i contenuti minimi della sua formazione (articolo 37, comma 7).
Per la prima volta una disposizione di legge (articolo 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs.81/08 descrive organicamente il ruolo dei preposti, definendo il preposto: “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.

Preposti alla sicurezza:
Link di riferimento
Per un approfondimento in materia potete far riferimento ai siti delle aziende seguenti: la Consulman presenta una serie di corsi per formazione preposti sicurezza indicandone gli obiettivi, il valore aggiunto ed i contenuti; la società CDS Service di Roma nel suo portale Testounicosicurezza81 si occupa di formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro e propone alcuni corsi di formazione per tutte le figure che operano in questo settore con particolare riguardo alla formazione dei preposti; Tutto626 è un sito che si interessa di attività formativa, in particolare progetta e realizza una serie di interventi formativi per gli operatori della sicurezza con apposito corso per preposti.

Preposti alla sicurezza:
Formazione
Il Dlgs.81/08 rafforza il concetto di formazione e informazione sia dei lavoratori sia delle altre figure che operano nella sicurezza, in particolare per i preposti all’art. 37 punto 7, in cui si specifica che “i Dirigenti e i Preposti ricevono a cura del Datore di lavoro un’adeguata e specifica  formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di sicurezza e salute del lavoro”.  L'Accordo del 21 dicembre 2011 raggiunto nella Conferenza Stato- Regioni stabilisce che la formazione del preposto, così come definito dall'art. 2, comma1, lettera e) del Dlgs.81/08, deve comprendere quella per i lavoratori e deve essere integrata da una formazione particolare, in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di sicurezza e salute  sul lavoro. La durata minima del modulo per preposti e' di "8 ore".
Nei corsi di formazione per preposti devono essere presenti, oltre oltre a quelli gia' previsti per i lavoratori, anche i seguenti contenutii :
1. principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilita';
2. relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione;
3. definizione e individuazione dei fattori di rischio;
4. incidenti e infortuni mancati;
5. tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri;
6. valutazione dei rischi dell'azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera;
7. individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
8. modalita' di esercizio della funzione di controllo dell'osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione.
Al termine del percorso formativo, previa frequenza di almeno il 90% delle ore di formazione, verra' effettuata una prova di "verifica obbligatoria" da effettuarsi con colloquio o test, in alternativa tra loro. Tale prova e' finalizzata a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali acquisite in base ai contenuti del percorso formativo. L'Accordo prevede inoltre un aggiornamento quinquennale, con durata minima di "6 ore", in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. Rileviamo dalla norma che detta formazione oltre ad essere adeguata e specifica necessita di un continuo aggiornamento in funzione di cambiamenti tecnologici e/o organizzativi; è opportuno che le imprese si attrezzino al fine di ottemperare a tale disposizione. L'Accordo prevede anche i requisiti che i docenti devono avere. Sottolineiamo che la formazione può avvenire sia in ambito aziendale che presso gli organismi paritetici, le scuole edili, le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali oppure e-learning. Riteniamo che la formazione effettuata in azienda o e-learning possa essere svolta programmando gli interventi all’interno del normale orario di lavoro, così facendo per l’Azienda ci sarà un notevole abbattimento dei costi.

Preposti alla sicurezza:
Delega
Anche in tempi recenti si riteneva che il preposto non fosse destinatario di delega (con la quale in genere vengono trasferiti ad altre figure alcuni degli obblighi sulla sicurezza da parte del datore di lavoro), ma l’emanazione del  D.Lgs.81/08 sta cambiando l’orientamento giurisprudenziale, ora si ritiene che il preposto sia invece il destinatario di un incarico, come si evince nella definizione  dell’Unico Testo Normativo,  ovvero che il datore di lavoro, una volta individuato il lavoratore per detto incarico (in quanto in possesso delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla funzione che gli vuole assegnare), debba comunque attribuirglielo per iscritto indicando i compiti che gli vengono specificatamente assegnati in considerazione del fatto che al loro assolvimento sono collegati  precisi obblighi posti a suo carico nell’art. 19 del decreto e che gli stessi sono penalmente sanzionati.

Preposti alla sicurezza: P
reposto di fatto                                                                                              
Particolari situazioni di lavoro (ad esempio attività svolte al di fuori dell’azienda da piccoli gruppi di lavoratori) non prevedono a priori l’individuazione gerarchica del preposto, ma  tale incombenza spetta a chi è più esperto nel lavoro ed ha una maggiore conoscenza dell’attività lavorativa e quindi dei rischi a cui tali lavoratori vanno incontro; questo lavoratore viene definito dalla giurisprudenza “Preposto di fatto”, in pratica assume tutte le caratteristiche della figura del preposto. In proposito citiamo una sentenza di cassazione che specifica “anche in assenza di nomina formale ed esplicita, l’assumere un ruolo di rappresentanza del datore di lavoro determina l’attribuzione della responsabilità di preposto” (Cassaz.pen. sentenza 18.05.01 n.20145).

Preposti alla sicurezza:
Sanzioni
Citiamo quanto previsto dalla norma in particolare all'art. 56 del D.Lgs.81/08.
Con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, i preposti, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, sono puniti:
a) con "l’arresto fino a due mesi o con "l'ammenda da 400 a 1.200 euro" per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lettere a), c), e) ed f);
b) con "l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 800 euro" per la violazione dell'articolo 19, comma 1, lettere b), d) e g).

 
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Gennaro Scrive:
24/06/2013

E' previsto l'aggiornamento preposti e secondo quali tempistiche?


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