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Percezione del rischio

Percezione del rischio da parte dei lavoratori

Articolo aggiornato il 22-03-2018

Percezione del rischio da parte dei lavoratori
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La percezione del rischio da parte dei lavoratori è fattore di grande rilievo per le aziende al fine di non esporre gli stessi a rischi che possono provocare conseguenze come infortuni anche gravi; quindi le aziende devono mettere in campo una gestione della sicurezza affidabile, concreta e che coinvolga i lavoratori nella percezione del rischio che corrono durante la loro attività. In questo articolo parliamo delle modalità di percezione del rischio da parte dei lavoratori, dei provvedimenti da parte aziendale ed infine segnaliamo alcuni siti di riferimento in materia.
Percezione del rischio
Le attuali normative in materia di Sicurezza sul Lavoro, in particolare il Dlgs.81/08, segnano un passaggio dai tradizionali metodi di prevenzione “tecnica” ad un sistema di sicurezza “globale” che pone l’uomo, anziché la macchina, al centro dell’organizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro. Pertanto la percezione del rischio da parte del lavoratore diventa un fattore determinante per l’abbattimento degli infortuni nelle aziende. La percezione del rischio è un dato soggettivo e culturale che dipende dalle abitudini e dalle esperienze del passato, piuttosto che un dato tecnico che possa avere un rilievo oggettivo. Conoscere quali sono gli atteggiamenti rispetto ai rischi e i comportamenti sul lavoro dei lavoratori è il primo passo per costruire un sistema di prevenzione efficace ed affidabile. Prevenzione del rischio significa intervenire nell’ambito dei processi decisionali soggettivi che dall’indifferenza portano all’azione quindi al coinvolgimento dei lavoratori nell’approccio virtuoso alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tale approccio può essere:
a) Positivo =  quando è ben gestito - “il lavoratore ha la percezione del rischio”             
b) Negativo =quando non è ben gestito - “c’è l’indifferenza del lavoratore al rischio”.
Quindi è indispensabile coinvolgere i lavoratori ed i loro rappresentanti nella gestione del rischio, dando loro la percezione della sicurezza sul luogo di lavoro, il tutto finalizzato alla protezione della loro salute e al benessere fisico/mentale, con riflessi positivi per l’azienda anche dal punto di vista economico.
Segnaliamo che nel corso del 2017 si è verificato un aumento degli infortuni (in particolare di quelli con esito mortale) che dovrebbe spingere datori di lavoro, lavoratori ed organi di vigilanza a porre la maggior attenzione possibile a quanto si può e si deve fare per tenere sotto controllo questo triste fenomeno.

Percezio
ne del rischio: Siti segnalati
Per avere ulteriori approfondimenti sull'argomento, potete consultare l'articolo riguardante “La Gestione del rischio”, presente all'interno del nostro portale, inoltre vi indichiamo alcuni siti che si occupano della materia: la Regione Emilia Romagna propone una ampia trattazione della percezione del rischio con un Quaderno in cui si trovano indicazioni, metodologia e casi di studio sulla percezione del rischio nei luoghi di lavoro e sistemi per la valutazione dei rischi; Inail dove si possono trovare alcuni supporti per la percezione del rischio e metodologie per la valutazione dei rischi, inoltre assieme alla Regione Toscana ha stipulato una Convenzione che realizza un'attività di studio e ricerca allo scopo di analizzare le modalità di interazione della propensione individuale dei lavoratori al rischio con il clima di sicurezza aziendale e come queste due misure concorrano alla determinazione del tasso di infortuni aziendale.

Percezio
ne del rischio: Criticità e possibili soluzioni
Vediamo quali sono i più importanti fattori di criticità per la percezione del rischio:
-  fattori organizzativi come la fretta, l’organizzazione del sito di produzione e la dimensione dell’azienda (troppo piccole o troppo grandi);
-  inadeguato riconoscimento delle situazioni di rischio (tendenza a negare le situazioni vicine che possono provocare situazioni di sofferenza o danni);
-  alcune caratteristiche della personalità (come la fiducia in sé o il desiderio di mettersi alla prova), la preparazione, l’esperienza e gli eventuali infortuni pregressi;
-  tendenza ad isolare gli infortuni e a considerarli casi occasionali e sporadici;
-  inadeguata percezione della pericolosità del proprio ambiente di lavoro (con l’abitudine l’ambiente diventa familiare e diventa più difficile considerarlo pericoloso);
-  fattori di gruppo quali la tendenza al conformismo, l’imitazione di modelli sbagliati, il desiderio di appartenenza;
-  differenza di età dei lavoratori che può influire sulla percezione del rischio (spesso sono proprio i più giovani che ne hanno una più bassa percezione);
-  fattori culturali sono considerati come un elemento influente ma trasversale (tutto quel che sono “valori, credenze, significati che caratterizzano l’individuo, il gruppo e l’organizzazione”).
È evidente, dunque, che nella rappresentazione del rischio da parte dei lavoratori agiscono diverse “variabili di natura personale, organizzativa, di gruppo e culturale” funzionando da regolatori tra “la percezione del rischio e l’assunzione di comportamenti rischiosi”.

Percezione del rischio: Provvedimenti da parte dell’azienda

Alcuni provvedimenti possono apportare un miglioramento del trend antinfortunistico, vedi gli "incontri periodici" tra i responsabili dell’azienda ed i lavoratori per:
-  la condivisione delle buone prassi e la messa a fattor comune delle esperienze in casi di infortuni (nel caso in cui si viene a conoscenza di iniziative autonome dei lavoratori che contribuiscano alla sicurezza o nel comportamento in caso di infortuni gravi);
-  l’analisi dei bisogni dei lavoratori sia per quanto attiene le conoscenze professionali che gli strumenti e dispositivi a supporto dell’attività lavorativa.
Il provvedimento disciplinare/sanzionatorio, in caso di mancato rispetto delle norme di sicurezza, era ritenuto fino a pochi anni orsono efficace per aumentare la percezione del rischio da parte di quei lavoratori non attenti alla sicurezza, invece si è constatato che tale provvedimento non ha grande rilevanza per la soluzione o la mitigazione delle criticità.

Percezione del rischio:
Condivisione delle statistiche infortuni
Altro provvedimento può essere quello di rendere visibili i dati sull’andamento degli infortuni attraverso:
a)  la pubblicazione nelle bacheche aziendali;
b)  la diffusione (attraverso supporti cartacei come periodici/circolari o meglio tramite e-mail) delle notizie riguardanti l’andamento degli infortuni.



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