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Impianti antincendio

Impianti antincendio: Riduzione vulnerabilità sismica

Impianti antincendio: Riduzione vulnerabilità sismica
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Il nostro paese è particolarmente soggetto a eventi sismici che provocano, oltre a rilevanti danni materiali, anche morti e feriti. Molti di questi eventi sono accaduti in un recente passato e hanno provocato effetti dannosi in particolare per quanto riguarda gli impianti antincendio. A questo proposito il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha pubblicato di recente una Guida tecnica contenente le linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica sugli impianti antincendio che appresso vediamo.


Impianti antincendio: Riduzione vulnerabilità sismica
I terremoti che si sono verificati negli ultimi tempi, e in particolare quello che si è verificato a L’Aquila nell’aprile 2009, hanno fatto emergere danni a componenti non strutturali, come impianti antincendio, meccanici, elettrici e sanitari, che in molti casi hanno reso inagibili gli edifici interessati dal sisma anche quando le strutture erano restate intatte. Gli effetti del sisma in diversi casi hanno provocato danni o rotture agli impianti con conseguenti fughe di gas o allagamenti tali da interrompere i servizi essenziali per il pericolo d’incendio e/o di esplosione. Nel caso in cui vengano interessate infrastrutture e/o immobili strategici, nei quali servizi e funzioni non si possono  sospendere anche subito dopo il terremoto, gli impianti presenti devono garantire: la loro operatività, adeguati livelli di sicurezza e l’impossibilità che i dispositivi antincendio, attivandosi perché sollecitati dal sisma, rendano la struttura o porzioni della stessa impraticabile. Ricordiamo che la nostra penisola è in Europa una delle aree geografiche a più elevato rischio sismico. Le zone che sono più interessate da questi sgradevoli eventi si trovano nel settore friulano e lungo la dorsale appenninica centro-meridionale, in particolare nei bacini intra-appenninici, lungo il margine calabro tirrenico e nella parte orientale della Sicilia. Su quanto esposto è stata di recente pubblicata online una Guida tecnica contenente le linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica dell'impiantistica antincendio; queste linee sono state approvate dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico del Corpo Nazionale e sono rivolte a fornire riferimenti per la concezione, progettazione e realizzazione degli impianti antincendio, o comunque connessi alla sicurezza antincendio. Il principale obiettivo della guida è in pratica quello di indicare i requisiti minimi di sicurezza da adottare sia in fase preventiva che in fase di ripristino post-sisma. Più in dettaglio il documento è articolato in tre parti: requisiti minimi di sicurezza, requisiti minimi di sicurezza sismica degli impianti antincendio e criteri generali di progettazione antisismica.

Impianti antincendio: Indicazioni operative
Le linee di indirizzo forniscono criteri e indicazioni operative per ridurre la vulnerabilità sismica degli impianti antincendio. In particolare, vengono definiti i requisiti minimi di sicurezza sismica ritenuti necessari per ottenere condizioni e caratteristiche di installazione che garantiscano, a seconda delle esigenze, l'incolumità delle persone, il mantenimento della funzionalità, il pronto ripristino dopo il sisma. Con esse vengono fornite indicazioni di tipo preventivo per evitare situazioni di difficoltà o di pericolo per le persone in caso di terremoto, legate alla evacuabilità dei luoghi e alla generazione di effetti indotti connessi con il rischio d’incendio, quali, ad esempio, rilasci di sostanze pericolose o infiammabili. L'obiettivo delle linee di indirizzo è quello di definire i requisiti di sicurezza sismica degli impianti connessi alla sicurezza antincendio con riferimento ai diversi scenari d'installazione, pericolosità del sito e funzione strategica dell’installazione. Per le modalità di realizzazione delle installazioni, e in particolare per il dimensionamento dei sistemi di ancoraggio, viene invece fatto diretto rimando alla normativa sismica NTC 2008 e alla scienza e tecnica delle costruzioni.
I terremoti sono in grado di provocare danneggiamenti all’impianto antincendio, in particolare:
1. nella parte esterna degli edifici  
- rottura o schiacciamento di tubazioni interrate a causa di assestamento o effetti di liquefazione che hanno provocato cedimenti del suolo
- consegne inadeguate di acqua in termini di volume e pressione, provocate da danni al sistema acquedottistico.
2. nella parte interna degli edifici
- rottura delle tubazioni verticali (colonne montanti) a causa di forti spostamenti interpiano;
- distacco dai relativi punti di ancoraggio dei ganci di sostegno dei tubi;
- estrazione degli elementi di ancoraggio tra ganci e struttura dell'edificio a causa del carico sismico;
- compromissione della tenuta di collegamenti e giunzioni di tubi;
- danneggiamento di tubazioni che attraversavano giunti sismici non progettate per sopportare movimenti differenziali;
- strappo di tubazioni dovute al trattenimento per ammorsamento alle pareti attraversate;
- tubazioni di impianti sospese a pavimento o a soffitto, non adeguatamente controventate, sotto l'azione sismica hanno subito forti oscillazioni caricando fortemente i punti di ancoraggio e determinando danni di impatto sia sulle tubazioni che sulle testine;
- crollo parziale delle tubazioni per rottura dei ganci e fuoriuscita dai supporti a causa della ciclicità di grandi spostamenti.
Inoltre si è rilevato dall’analisi dei danni dovuti al terremoto che è possibile identificare gli interventi fondamentali per la progettazione di impianti antincendio sicuri, che non contribuiscano a causare essi stessi situazioni di  pericolo. Gli impianti antincendio normalmente inattivi devono immediatamente e correttamente entrare in funzione in caso di necessità, altrimenti si va incontro a gravi rischi per le persone e notevoli danni economici sia alle strutture sia agli impianti stessi.
Attualmente non sono a disposizione norme tecniche per la protezione delle costruzioni dagli incendi causati da terremoti; il tema viene affrontato solo in modo indiretto attraverso il controllo del livello di danno alle strutture come da norma NTC 2008 che prescrive che tutti gli elementi costruttivi senza funzione strutturale, il cui danneggiamento può provocare danni a persone, dovranno essere verificati all'azione sismica, insieme alle loro connessioni alla struttura. Inoltre per gli impianti le indicazioni si limitano a definire l'azione sismica di progetto e a prescrivere la tenuta delle condutture del gas con l'introduzione di valvole di intercettazione sulle grandi forniture e il vincolo dei corpi illuminanti.

Impianti antincendio: Manuale STOP
Segnaliamo anche che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a luglio 2012 ha messo on line il Manuale STOP (Schede Tecniche di Opere Provvisionali), sull'attività del nucleo di coordinamento delle Opere Provvisionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a seguito del terremoto dell'Abruzzo del 2009. Detto manuale propone un quadro organico degli aspetti tecnici di messa in sicurezza degli edifici dopo il terremoto e una guida commentata alle fasi organizzative e operative che ne hanno permesso la realizzazione.
Il documento è articolato in sette capitoli
1. i Vigili del Fuoco e l'emergenza sismica;
2. la storia delle opere provvisionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
3. la standardizzazione delle opere provvisionali;
4. ipotesi e criteri di calcolo;
5. gli aspetti operativi;
6. impiego sul campo delle schede STOP;
7. esempi di realizzazione.

Per approfondire l’argomento si possono consultare:
- Guida tecnica - Linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica
- Lettera Circolare sulle linee di indirizzo
- Manuale STOP

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